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Asili comunali, l’eccellenza di Taranto da difendere con i denti

Pubblicato | da Angelo Di Leo

Asili, ricordate la battaglia del comitato delle mamme tarantine che ha sventato la chiusura di due strutture importanti? E ricordate l’altalena delle scelte adottate dalla ormai scorsa Amministrazione comunale? E la chiusura a sorpresa dell’Asilo del vasto? La promessa della sua riapertura a stretto giro? E a che punto è il cantiere a sette mesi da quelle promesse?

Se ne perlerà lunedi prossimo. Ma il comitato intende  andare oltre, proponendo la sua visione dell’offerta didattica, spiegando come dovrebbe essere in una città moderna la rete degli asili nido, una delle poche eccellenze amministrative municipali di cui Taranto va fiera dall’inizio degli Anni Ottanta. Compie un anno di vita il Comitato io amo gli asili nido comunali di Taranto.

Ecco il documento del comitato, in attesa del dibattito di lunedi prossimo nella sede della Provincia.

“Le ragioni per cui è nato. Le ragioni per continuare ad esserci. Rischi di ridimensionamento del servizio comunale sempre incombenti.

Nei primi giorni di maggio di un anno fa (leggi la storia) si formava spontaneamente un gruppo composto da alcune mamme, papà, operatori, uniti solo dall’idea di difendere gli asili nido comunali propositi di ridimensionamento che l’amministrazione sembrava volesse mettere in atto. In poco tempo quel piccolo gruppo di persone che aveva scoperto il fascino di mettersi insieme per una causa di interesse collettivo si è andato allargando sempre di più. Tanti sono stati gli incontri e i momenti di discussione e di confronto, prima di arrivare all’idea di dar vita ad una manifestazione giocosa che desse ancor più visibilità all’amore che i cittadini nutrivano per un servizio rivolto all’infanzia di cui la città (come poche altre al Sud) dispone dal 1982.

La “marcia giocosa dei passeggini” si è chiamata quella manifestazione. Ha fatto registrare una straordinaria partecipazione in città (grazie al contributo di tante persone che  resero possibile realizzare la stampa di uno splendido manifesto, opera di un grande grafico che vive nella nostra città) ed ha avuto eco, grazie alla diffusione delle informazioni on line, nel territorio nazionale in tutti gli ambienti (dei servizi, dell’associazionismo, dello studio e della ricerca) che rivolgono la loro attenzione all’importanza dei servizi educativi rivolti alla prima infanzia.

Incontri molto intensi sul problema precedettero e seguirono la “marcia giocosa dei passeggini” fra genitori, funzionari del comune ed amministratori. Ciascuna componente per sostenere le sue ragioni. Quello che certamente non fu detto, e quindi non venne descritto, a nostro parere, fu proprio lo stupore di funzionari ed amministratori. Abituati forse ad avere sempre l’ultima parola, tutto potevano aspettarsi, meno che di trovarsi di fronte a reazioni così forti ed argomentazioni così stringenti da parte delle mamme, dei papà e dei nonni che erano lì per difendere i servizi dei loro bambini e nipotini. E, per di più, quelle mamme, quei papà, quei nonni dicevano chiaramente di non volere un servizio qualunque (l’amministrazione tentava la carta del baratto con altri servizi in gestione), ma proprio gli asili nido comunali.

I risultati di tanto contrasto sono noti a tutti. I due asili che avevano rischiato… non vennero più chiusi. Tutti gli asili ripresero le loro attività a settembre con tante bambine e bambini, ma anche con tanti problemi (di carattere finanziario, e non solo) che l’amministrazione comunale si è dichiarata più volte impotente a risolvere.

La storia non finisce qui. Ai primi di novembre, fulmine a ciel sereno, arriva dal sindaco un’ordinanza di chiusura per l’asilo nido Del Vasto. Motivi di sicurezza legati alla necessità di eseguire lavori nello stabile per l’adeguamento alle norme. Il comitato è stato al fianco dei genitori dei bambini iscritti, e degli operatori di quell’asilo per vigilare affinché i lavori venissero fatti davvero, e nella ricerca di una sistemazione alternativa, da considerare soltanto provvisoria. Il comitato vigila tuttora con preoccupazione, se si considera che quella sede (nonostante le promesse del sindaco) non è stata ancora riconsegnato al suo utilizzo. Tutto ciò premesso è chiaro che i motivi di essere per un comitato come il nostro, sono più che mai cogenti. Rischi di chiusura all’orizzonte per altri asili nido comunali sono sempre presenti.

Non ci sono le risorse finanziarie per risolvere il problema della carenza di personale (educatrici, coordinatrici, cuochi) a tutti i livelli. Pare che in bilancio, faticosamente approvato, non sia stato stanziato un centesimo per le assunzioni nei servizi educativi per l’infanzia, che pure sarebbero possibili in base al decreto 113 per gli enti locali.

Ma per quel poco che è dato vedere dall’esterno (la trasparenza non è stata una caratteristica di questa amministrazione) pur in presenza di ristrettezze finanziarie, non risulta che ci sia stata mai un’idea di mettere i conti in ordine. Sfuggono i criteri in base ai quali vengono appaltati a ditte private i lavori come quelli delle pulizie, e per la manutenzione ordinaria delle strutture, ma anche quelli con cui vengono stipulati contratti per le forniture (derrate alimentari, prodotti per l’igiene, vestiario professionale, cancelleria). Non sembra che esista una verifica sulla qualità dei servizi e dei beni offerti. Quindi un calcolo di costi e benefici.

L’atteggiamento dell’Amministrazione appare d’altra parte rassegnato e rinunciatario già in partenza rispetto alla portata innovatrice sul piano culturale della legge 107/2015 (della buona scuola) che per la prima volta, nel nostro paese, istituisce il “sistema integrato di educazione ed istruzione dalla nascita ai 6 anni”, e prevede, sul piano delle risorse finanziarie, l’uscita graduale degli asili nido dall’elenco dei servizi a domanda individuale, quindi una graduale diminuzione delle tariffe per l’utenza, e finanziamenti statali per gli enti locali che li gestiscono.

Cosa vorremmo per gli asili nido comunali delle nostre bambine e dei nostri bambini nel nuovo scenario amministrativo che si aprirà dopo le elezioni dell’11 giugno che sta per arrivare? Parliamone. Il comitato invita candidati sindaci, candidati consiglieri e tutta la cittadinanza”.

L’appunatmento è per lunedi 22 maggio alle ore 17.30 nel saloncino dell’ex Giunta presso il palazzo della Provincia di Taranto in via Anfiteatro.