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Arriva Renzi, tutti al mare?

Pubblicato | da Angelo Di Leo

Taranto, 29 luglio 2016. Un mese dopo la data prevista, annunciata con enfasi e forse con troppa fretta dallo stesso presidente del Consiglio, finalmente il secondo piano del MarTa vedrà la luce.

Il museo archeologico tarantino aprirà le porte dell’attesissima ala preistorica. Sarà Matteo Renzi a girare la chiave, nella città alla quale il Governo italiano (sessioni Monti, Letta e appunto Renzi) dal 26 luglio 2012 ad oggi ha dedicato dieci decreti per salvare e vendere l’Ilva ad un altro privato. Governi che  hanno speso poco, pochino, del loro tempo e delle risorse disponibili per la tutela della salute dei tarantini.

Si, lo sappiamo: c’è il famoso Cis. il Contratto Istituzionale di Sviluppo, quello dei mille progetti e dei fondi già noti, mai spesi, e adesso impegnati di nuovo. Sempre su Taranto, sempre a Taranto, sempre per Taranto. Procede così da più di 20 anni.

E la città come  saprà accogliere il presidente del Consiglio dopo che in provincia il suo partito è riuscito a perdere 11 Comuni su 11 e a farne cadere altri due 24 ore dopo l’archiviazione della sconfitta?  Le opposizioni scenderanno in piazza per manifestargli pensieri e parole? Il Pd e i suoi alleati sapranno allestire una festa come si deve ad un leader?

E lui, Renzi, andrà di nuovo nel bagno della Prefettura e, osservando Taranto dal finestrino, si renderà ancora una volta conto di quanto sia bella Taranto? nel caso, lo racconterà alle autorità civili e militari come ha fatto la scorsa volta credendo di suscitare emozioni (???). Infine, la farà quella famosa telefonata che i pediatri di Taranto stanno ancora aspettando (quasi due anni).

Non ci resta che attendere il 29 luglio. Avvertiamo già da ora, diciamolo, la netta sensazione che la maggior parte dei tarantini abbia  già in mente cosa fare quel giorno: chi ad oriente, chi ad occidente… in migliaia punteranno verso altri lidi. Si accettano scommesse.