Skip to main content

ArcelorMittal, il video di Jehl alla Camera

Pubblicato | da Redazione

L’ex Ad di ArcelorMittal Italia, Matthieu Jehl è stato ascoltato in audizione in commissione Attività produttive della Camera. Tra i numerosi argomenti affrontati, particolare attenzione è stata dedicata alla cosiddetta “immunità penale” concessa ai dirigenti dell’azienda per consentire la realizzazione del piano ambientale. Sul punto i deputati tarantini del Movimento 5 Stelle, hanno inviato una nota congiunta che pubblichiamo di seguito integralmente. In coda al documento proponiamo, infine, il link della registrazione video dell’intervento di Matthieu Jehl.

“I rappresentanti di Arcelor Mittal, nel corso dell’audizione in commissione Attività produttive della Camera, sono stati chiari: l’immunità non è nel contratto. Per cui riteniamo che non vi sia alcuna  necessità di reinserirla visto che già il decreto Crescita fissava le stesse tutele legali valide per tutte le aziende italiane che devono eseguire un’attività d’impresa: il modello 231. In realtà Mittal ha manifestato che i problemi sono legati all’equilibrio finanziario, il quale dipende anche dalla saturazione del mercato dell’acciaio per cui, anche i livelli occupazionali diventano secondari”, lo fanno sapere i deputati tarantini del MoVimento 5 Stelle, Cassese, De Giorgi, Ermellino e Vianello al termine dell’audizione di AM in commissione Attività produttive della Camera, nel corso della quale è intervenuto direttamente il deputato Giovanni Vianello.

“Evidenziamo, poi, una lontananza abbastanza tangibile tra i risultati enunciati dall’ex AD di Arcelor Mittal sulla sicurezza in fabbrica e la reale percezione dei lavoratori. In questi mesi sono state numerose le segnalazioni pervenute dai dipendenti del siderurgico di Taranto, avallate anche dalle loro rappresentanze sindacali, ad esempio quelle riguardanti la rimozione e la bonifica dell’amianto, nonché le disattese procedure di sicurezza che giustamente prevedono – nel caso in cui ci sia amianto friabile – la non presenza dei lavoratori nei luoghi interessati ad operazioni di rimozione o bonifica. Non sono arrivate risposte, poi, sulle numerose domande poste dai membri presenti in Commissione, come ad esempio quelle fatte in merito i numerosi slopping e le consistenti nubi di fumi provenienti dall’agglomerato o dalle cokerie che preoccupano notte e giorno la popolazione. Si parla di decarbonizzazione al 2050 ma al momento non c’è nulla in programma”, aggiungono i parlamentari.