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Ancora slopping all’Ilva di Taranto. Il caso finisce in Procura

Pubblicato | da Redazione

Una densa e minacciosa colonna di fumo rossastro si è alzata questa mattina dagli impianti dell’Ilva di Taranto. Erano le 7,28 quando si è verificato un altro episodio di slopping, emissioni non convogliate, proveniente dall’Acciaieria 1. Si tratta del secondo caso in pochi giorni. Il precedente risale al 12 gennaio scorso. Non si può quindi parlare di un fenomeno isolato. Lo sottolinea PeaceLink. “E’ la stessa Ilva ad attestarlo con la sua documentazione” – scrivono gli ambientalisti.

Da gennaio a giugno 2016 Ilva ha dichiarato 17 emissioni visibili per l’Acciaieria 1 e 35 per l’Acciaieria 2 (fonte Ilva, documenti pubblici sul sito del Ministero dell’Ambiente). “Questi non sono numeri causati da un’accidentalità – afferma PeaceLink – ma sono dati che attestano chiaramente la non attuazione delle prescrizioni AIA e il non corretto funzionamento degli impianti. La mancata attuazione delle prescrizioni AIA ci viene certificata anche dai verbali periodici di Ispra a seguito delle ispezioni nello stabilimento Ilva. Ne deduciamo che Ilva non rispetta la legge italiana e quella europea in ambito di norme ambientali”.

Gli eco-pacifisti di PeaceLink inoltreranno “queste evidenze presso la Procura della repubblica di Taranto e alla Commissione europea, a corredo del dossier relativo all’infrazione europea mossa nei confronti dell’Italia. Approfittiamo per sollecitare la stessa Ilva a fornire quanto prima i dati relativi alla marcia impianti degli ultimi mesi del 2016 in modo da ottenere un quadro completo delle emissioni relative allo scorso anno”. (GUARDA IL VIDEO)