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“Ambiente svenduto” resta a Taranto. Cittadini in massa all’udienza

Pubblicato | da Michele Tursi

“Ambiente svenduto” resta a Taranto. La Corte d’assise ha respinto l’istanza di trasferimento a Potenza avanzata dal collegio difensivo. L’ex Riva Fire ora Partecipazioni industriali, inoltre, non potrà accedere al patteggiamento. L’avvocato Massimo Lauro aveva chiesto di stralciare la posizione della società in attesa della definizione del patteggiamento e del rientro in Italia del “tesoretto” dei Riva. I soldi, circa 1,3 miliardi, sono ancora nel paradiso fiscale di Jersey. La posizione di Ilva Spa e Riva Forni Elettrici che avevano già aderito al patteggiamento è stata stralciata e dovrà essere valutata da un’altra sezione della Corte d’assise.

Il processo a carico di 44 persone fisiche, accusati di vari reati tra cui quello di disastro ambientale dovrebbe, finalmente, procedere senza altre interruzioni. La prossima udienza è stata fissata per il prossimo 8 marzo.

Molti cittadini ed esponenti del movimento ambientalista hanno assistito al dibattimento ed è proprio questo il dato che sottolineano gli esponenti del percorso “giustizia per Taranto”, il tema scelto per la manifestazione dello scorso 25 febbraio. “Una presenza – scrivono in una breve nota inviata alla stampa – invocata sabato durante la manifestazione che ha visto la mobilitazione di migliaia di tarantini per chiedere giustizia per il nostro territorio e che ha trovato la straordinaria e composta risposta di un centinaio di persone. La strada è senz’altro quella giusta ed in netta rottura col passato: attenzione, vigilanza e presidio di tutti i contesti in cui si decide per la città. Una sensibilità che non è nata sabato e non deve esaurirsi oggi, piuttosto un percorso di riappropriazione del proprio destino che, siamo certi, non tarderà a produrre i suoi effetti positivi sull’intera comunità. Appuntamento dunque rinnovato per mercoledì 8 marzo, giorno della nuova udienza, per dar seguito a questa mobilitazione permanente per Taranto”.