Sul Pezzo
Altro che Xylella, la vera piaga per gli ulivi è la criminalità!
Olive come gioielli e coltivatori che ingaggiano i bodyguard contro il moltiplicarsi dei furti nelle campagne pugliesi. Episodi ormai all’ordine del giorno, secondo l’analisi dell’Osservatorio sulla criminalità nell’agroalimentare promosso da Coldiretti. Altro che Xylella, qua si tratta di epidemia sociale. Le olive si rubano e nelle campagne di Puglia, Taranto compresa, si tratta di una vera e propria emergenza.
“I nostri soci stanno denunciando – spiega Gianni Cantele, presidente di Coldiretti Puglia – furti quotidiani di olive e danneggiamento degli alberi. È un fenomeno di gravità inusitata. Contro l’impennata dei furti nelle campagne pugliesi chiederemo ai Prefetti di intervenire con tempestività, intensificando i controlli e convocando ad horas l’Orsa per attivare una cabina interforze che contrasti i fenomeni criminosi in atto. I nostri imprenditori – aggiunge – segnalano raid di squadre organizzate che riescono a raccogliere in meno di 1 ora fino ad 1 quintale di olive e al furto di prodotto si associa quello delle attrezzature”. Non solo Coldiretti. La denuncia arriva anche da altre organizzazioni.
“Il territorio a nord di Bari – spiega infatti Domenico Perillo, presidente di Produttori PugliaOlive – è particolarmente colpito per le caratteristiche dei filari degli alberi e la struttura stessa degli ulivi. E’ evidentemente più difficile depredare un ulivo monumentale. A Grumo e Palo i coltivatori stanno finanziando un’associazione costituita da ex poliziotti per controllare le campagne che opera in collaborazione con le Guardie Campestri”.
Le bande di bulgari e rumeni in provincia di Foggia si contendono i primati dei furti nelle campagne con gli italiani, attivi sul territorio a nord di Bari tra Bitonto e Andria, a Fasano e a Taranto.
“Chiediamo ad Emiliano di porre in cima alle sue priorità – sollecita il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – un’azione ferma e dura di contrasto alla criminalità nelle campagne pugliesi. I nostri imprenditori agricoli sono ormai sconfortati, tanto da non denunciare più, in alcuni casi, i reati che subiscono quotidianamente. Il fronte dell’illegalità è sempre più ampio e riguarda la proprietà fondiaria, le infrastrutture di servizio all’attività agricola e, non da ultime, le produzioni agricole ed agroalimentari. I reati contro il patrimonio quali danneggiamento, incendi, furti, abigeato, usura, pascolo abusivo, estorsione rappresentano la “porta di ingresso principale” della malavita organizzata e spicciola nella vita dell’imprenditore e nella regolare conduzione aziendale”.
Per questo Coldiretti Puglia chiede un impegno immediato di Emiliano, della sua Giunta e delle forze dell’ordine, ‘nell’ottica di garantire alle imprese agricole controlli ancora più serrati, trasparenti e scrupolosi contro furti, sofisticazioni e agropirateria, un neologismo coniato da Coldiretti per descrivere la punta di diamante del panorama criminale che si sviluppa attraverso le importazioni, la manipolazione e la trasformazione di prodotti agricoli di dubbia qualità e provenienza che giungono nel nostro Paese e che diventano “made in Puglia” e “made in Italy”’.
(foto repertorio Retemia.it)