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Altri due giorni di wind day, Taranto… trattiene il respiro

Pubblicato | da Michele Tursi

Domani e sabato altri due wind day per Taranto e, in particolare, per il rione Tamburi. Ogni qualvolta le previsioni meteo segnalano vento forte da Nord/Ovest si ripete il triste copione: le autorità di controllo (Arpa), sanitarie (Asl) e amministrative (Comune) diramano i propri avvisi, le raccomandazioni, le limitazioni al traffico. Un copione che suona come una beffa nella città dove tutto cambia per non cambiare mai. Dove i parchi minerali sono ancora lì: enormi, scoperti, a pochi metri dalla città. Dove la polvere di minerale si insinua nelle case e nei polmoni dei tarantini in barba ai processi, alle maxiperizie, ai dati epidemiologici. Dove i cittadini dei Tamburi… in “quei giorni” dovrebbero restare tappati in casa.

Sì certo, l’attivazione dei wind day testimonia l’accresciuta attenzione nella lotta all’inquinamento, ma allo stesso tempo evidenzia la scarsa efficacia dei provvedimenti fin qui adottati. Il problema resta e, prima o poi, bisognerà affrontarlo in maniera radicale. Le speranze di Ambiente svenduto sono state tradite, le misure dell’Aia (già insufficienti) sono state ulteriormente annacquate e diluite nel tempo, i gestori dello stabilimento siderurgico (attuali e futuri) si sono assicurati l’immunità, i tarantini continuano ad ammalarsi ed a morire per patologie correlate all’inquinamento atmosferico e, tra poco, non avranno nemmeno gli ospedali in cui curarsi.

Ecco cosa hanno prodotto dieci decreti legge salva-Ilva emanati da tre diversi governi (Monti, Letta, Renzi). Per cui si ok, domani e sabato ci sono due wind day, ora lo sappiamo, qualche anno fa non accadeva nemmeno questo. Ma è una magra, magrissima, consolazione!