Salute
Aia Ilva, il Comune di Taranto boccia la proposta AmInvestCo
Procedura difettosa, scarsa considerazione per le aspirazioni della comunità, sostanziali errori di approccio, di metodo e di prospettiva complessiva. Una procedura che si “avvia frettolosamente alla sua definizione nell’interesse forse del mercato e di certi creditori, non primariamente di Taranto, il cui Civico Ente è stato relegato ad un ruolo di mero gregario, depauperato di ogni autorevolezza e potere di intervento ovvero dissuasione, non un mirabile esempio di percorso democratico”. Va giù duro il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci in tema di Autorizzazione integrata ambientale (Aia) Ilva. Il Comune ha presentato le sue osservazione alla proposta avanzata da AmInvestCo, elaborate dalla direzione Ambiente. Ad accompagnarle è una lettera del primo cittadino al ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti.
Melucci affonda i colpi e non risparmia critiche. “E’ alquanto difficile – scrive – tornare, nel 2017, a commentare dati scientifici e sanitari raccolti ormai in una lunga stagione costellata di innumerevoli confronti, spesso ruvidi, che un vantaggio assai
contenuto hanno, in vero, prodotto alla cittadinanza. E’ imbarazzante continuare a raccontare ai cittadini che qualche misura finalmente si sta avviando, quando si è consapevoli che si stanno continuando a commettere sostanziali errori di approccio, di metodo conseguente e di prospettiva complessiva”.
Siamo lontani dalle “letterine” di Stefàno. Melucci rimprovera al ministro “una formale sospensione del diritto, per un’Amministrazione che non è libera di operare nel quadro del TUEL(Testo unico enti locali, ndr), come altrove sarebbe naturale accadesse”. Definisce “mediocre” il contributo in termini di “innovazioni tecnologiche, di analisi preventive del rischio sanitario, di coinvolgimento dirimente della comunità, di attenzione alle esigenze degli stessi lavoratori dello stabilimento siderurgico e finanche di accessibilità al vero e proprio piano industriale di medio-lungo periodo ed agli obblighi contrattuali derivanti, nonché la struttura del DPCM previsto come esito della procedura”. Insomma una bocciatura a 360 gradi, tale che “non si può ad oggi escludere il ricorso a strumenti di tutela giuridica anche di rango europeo”.
Il sindaco di Taranto agita la carta dell’Ue, ventre molle dell’architettura di vendita concepita dai governi degli ultimi cinque anni. C’è anche la critica ai provvedimenti salva-Ilva definiti “uno stuolo di decreti al limite degli standard europei”. Melucci rispolvera la decarbonizzazione, cavallo di battaglia del governatore Michele Emiliano. “Non si può ancora tollerare – si legge nella lettera – che sia scomparsa nuovamente ogni traccia di riflessione intorno alla tematica della cosiddetta decarbonizzazione, questa sì che avrebbe consegnato alla città ed alle sue generazioni future una ambizione, in un contesto di rinnovata pace sociale ed apertura agli aggiudicatari”.
La procedura Aia sembra essere, quindi, come in effetti è, solo, un tassello di una questione ben più ampia. “Abbiamo salutato la delegazione del 25 luglio in questa maniera: “this is the way, otherwise we fight and we win anyway”. Taranto è ferma lì”. Così conclude il primo cittadino.
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