Salute
Accade a Taranto (o giù di lì): idrocarburi nell’acqua dei pozzi
Accade in provincia di Taranto, dalle parti di Lizzano, in un’area che è un’isola amministrativa del capoluogo, vicino ad una discarica sequestrata dai carabinieri il 10 febbraio 2014. Una discarica che la popolazione contesta, oggetto di un’inchiesta per presunti gravi reati ambientali (aggiornamento: L’area fu posta sotto sequestro della magistratura nel febbraio del 2014. Sequestro revocato il 17 marzo 2021. Il processo in Appello ha registrato le assoluzioni qui dettagliate – leggi qui) – la Cassazione scrive la parola fine sulla vicenda giudiziaria nell’aprile 2022 – leggi qui).
Accade lì vicino, precisamente in località Palombara, che si faccia un controllo e si scopra che a sessanta metri in profondità la falda acquifera è inquinata e dai pozzi artesiani sgorga acqua contaminata da idrocarburi.
La scoperta è stata fatta dai carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico) nel corso di una serie di campionamenti delle acque sotterranee della zona. I controlli sono stati eseguiti con la collaborazione dell’Arpa Puglia, in alcuni pozzi in prossimità della discarica Vergine. In uno di questi, in un terreno agricolo, “la falda acquifera – scrivono i carabinieri – è risultata contaminata dalla presenza di liquido oleoso di colore scuro, presumibilmente contenente idrocarburi, anche se si è ancora in attesa del risultato finale delle analisi”. Il pozzo è stato sequestrato e affidato in custodia giudiziale allo stesso proprietario, un pensionato del luogo, ovviamente ignaro di tutto.
Accade a Taranto, o giù di lì: scavi sessanta metri e trovi acqua inquinata. Va tutto bene!
aggiornamento: Discarica Vergine, revocato il sequestro il 18 marzo 2021, come spiega la Gazzetta del Mezzogiorno nell’edizione del 25 marzo 2021.
