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Settimana Santa, la notte dell’Addolorata. Il freddo non ferma i tarantini

Pubblicato | da Redazione

Il freddo non ha fermato i tarantini. La consueta cornice di pubblico ha atteso e accompagnato la processione dell’Addolorata nella città vecchia. Applausi e commozione hanno salutato la comparsa del simulacro della Vergine sulla ripida scalinata di San Domenico. Un momento suggestivo carico di fede e di tradizione popolare. Non solo devozione. Abbracci, saluti, auguri. Un rito nel rito, una città che ritrova se stessa. E che, in taluni casi, dovrebbe ritrovare maggiore compostezza. Un monito in tal senso è venuto dall’ordinanza del sindaco che ha vietato la pessima abitudine di allestire fornelli all’aperto per arrostire salsicce e somministrare bevande alcoliche.

Prima della processione organizzata e svolta dalla confraternita dell’Addolorata il consueto messaggio dell’arcivescovo di Taranto. Mons. Santoro ha toccato tutti gli argomenti di attualità: le vittime del terrorismo, il dramma dei migranti, i martiri del cristianesimo. Fino ad arrivare ai fatti di casa nostra, dalle vittime dell’inquinamento a Massimiliano Latorre.

“Terribile il mondo nel quale viviamo – ha detto l’arcivescovo – siamo raggiunti da più parti, da immagini e da fatti di morte. 42 morti sin ora in Belgio: pianto , smarrimento e strazio. 13 ragazze morte in Spagna di cui sette italiane falciate nel fiore della vita. E le quattro suore martirizzate ad Aden nello Yemen insieme ad altri cristiani e mussulmani. E quante altre vittime ogni giorno per il terrorismo in Medio Oriente ed in Africa per la cosa più assurda che sia che è, come ha detto papa Francesco, uccidere in nome di Dio. E poi il dramma senza fine dei nostri fratelli migranti… Madre come portare avanti l’annuncio di Pace del Vangelo? Da dove partire? E per la nostra amata terra che vuole a tutti i costi rialzarsi ?
Madre Addolorata, madre dei tarantini, in te scopriamo l’ecumenismo delle lacrime. Chi ha nel cuore, un pena, una sofferenza, una preghiera, una richiesta di aiuto; o piange per la perdita di un parente per l’inquinamento o è in angustia per il marito o il figlio disoccupato o che rischia il lavoro; in te madre trova l’interprete giusto e il punto di congiungimento, di comunione. Mentre battiamo a tutte le porte perché giustizia sia fatta e speranza certa sia data, ci rivolgiamo tutti a te. […] Ti preghiamo anche per i nostri marò: per Salvatore Girone, tuttora trattenuto in India e per Massimiliano Latorre ricoverato in una nostra clinica. Prego, oh Madonna Addolorata, perché le tue lacrime irrighino anche le pietre di questa città, dissodino le zolle dell’odio, dell’indifferenza e dell’accidia e ovunque, le tue lacrime aprano i varchi al seme del Cristo che muore e che poi risorge! Nelle lacrime, al ritmo della nazzicata, vai in cerca del Cristo, tuo figlio. Così anche noi non piangeremo soltanto, ma cercheremo Cristo, misericordia del Padre. Senza di Lui il vuoto ci domina. Con Lui la speranza rinasce”.