Calcio, Sport
Rossoblu, bivio Potenza
Peggio di così non si può. Non si dovrà. I 45 minuti di Vibo segnano questa stagione per la loro anomalia e per la mancata occasione di farne tesoro in casa dell’ultima in classifica:
come centrometristi che corrono i 60 metri, giusto il tempo di partire e sei già al traguardo: tutto sta a come approcciare, accelerare e tuffarsi sulla linea del fotofinish…. ma il Taranto, ieri in Calabria, ha mancato l’appuntamento con lo start, con la progressione e col traguardo. Nel rammarico di mister Laterza e nella schiettezza del centrocampista Di Gennaro (dichiarazioni del dopo gara) c’è tutto quello che in questo breve articolo oggi sarebbe superfluo scrivere.
Il Taranto ha un avversario difficile da superare: se stesso. Perchè si è perso, non riesce a liberarsi dei fantasmi di un 2022 privo di vittorie e impoverito da errori ed infortuni. La squadra non ritrova il bandolo che da settembre a Natale lo aveva meritatamente posizionato nella parte medio-alta dell’intricata matassa della C. Quel clima di fiducia che l’Epifania s’è portata via. Ma non è tempo di analisi e bilanci, oggi. Bisogna evitare i playout.
Il Taranto si è come spento (fatta eccezione per la buona reazione avuta col Foggia, dopo essere passato in svantaggio la scorsa settimana). Ma deve riaccendersi in fretta: la zona rossa è dietro la nuca del gruppo. Serve uno scatto d’orgoglio, in prossimità del bivio che – ad otto partite dal termine, più il recupero di Palermo – Potenza a questo punto rappresenta.