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Verdi-Pd, abbraccio mortale a Statte… ma Roma dà pieni poteri a Taranto

Pubblicato | da Angelo Di Leo

Questa vicenda va ben oltre le comunali di Statte. E non è casuale che tutto si stia consumando nel cuore dell’area a rischio ambientale. I Verdi con il loro simbolo sono alleati del Pd e della lista civica che supporta l’elezione a sindaco di Luciano De Gregorio. Se non fossimo a Taranto, saremmo di fronte ad un normale appartamento tra alleati storici del centrosinistra italiano, dall’Ulivo di Prodi in poi. Anzi, compiendo un passo indietro il primo Governo tecnico del 1993 avrebbe registrato la presenza dell’allora verde Rutelli se non fosse stato per il NO della Camera all’arresto di Craxi (ma questa è ormai preistoria). Torniamo a Taranto e frequentiamo l’agro di Statte, ai confini dell’Ilva e del Triglio, nei pressi dei bidoni accatastati della Cemerad, in equilibrio sul ciglio della Italcave.

Statte, dunque, l’ex quartiere di Taranto che il movimento autonomista Anni Novanta (sostenuto a Roma anche dall’allora senatore Pdc-PDS Ezio Stefano) riuscì a sdoganare dal capoluogo mantenendo i collegamenti Amat…e pure quelli con le segreterie e le conventicole parasiderurgiche. La storia racconta che a Statte Antonio Modeo (il messicano) si costruì un muro di cinta a difesa della propria incolumità. La cronaca degli ultimi giorni, invece, narra di un’auto bruciata (quella del candidato sindaco Pd) a pochi metri dal traguardo dal voto. Insomma, la piazza è tradizionalmente calda. Come quegli stadi dove giocare è più difficile che altrove.

Torniamo ai Verdi. E alle loro divergenze. A Statte, Conte prende il simbolo e lo affianca a quello del Pd. I tarantini dicono NO. A Bari, il portavoce regionale avalla e battezza l’alleanza pro De Gregorio. I tarantini urlano NO. Ma ieri, il portavoce regionale si presenta accanto ai maggiorenti democratici Mazzarano e Pelillo. Ovvero, gli avversari dei Verdi (e di qualsiasi angolo o sfumatura ambientalista tarantina) sul terreno Ilva. I Verdi non hanno posizioni ortodosse. Si confrontano anche con Emiliano ma di certo non hanno le stesse idee del Pd, partito dal quale prendono nettamente le distanze… a Taranto. Da qui la rivolta contro questo abbraccio mortale stattese: dimissioni, accuse, commenti sui social e documenti alla stampa. Ma Troia (portavoce regionale dei Verdi) ha stretto il patto elettorale col Pd: è certo, è pubblico. E in politica i segnali vanno letti bene e in fretta. Pelillo, ad esempio, sa bene cosa significhi stringere un patto elettorale con un simbolo storico ambientalista, all’ombra dell’Ilva nella stagione dei decreti, sulla via dell’acciaio che persevera. A Statte è stato acceso un cerino che rischia di bruciare quattro anni di lavoro profuso dai Verdi del capoluogo, e non solo, sulla questione Ilva. È tempo di decidere per i Verdi tarantini che hanno assistito all’addio consiliare di Bonelli e alla polverizzazione progressiva del gruppetto di eletti al Comune di Taranto nel 2012. Sicuramente seguiranno novità a breve ma questo bivio va affrontato senza tentennamenti. La strada migliore sarà quella che salverà quattro anni di lavoro, anche a costo di fare le valigie e abbandonare un simbolo che deve alla causa tarantina la sua sopravvivenza politica nazionale. Non resta che attendere le decisioni romane…

aggiornamento ore 18.43: Roma sconfessa Bari e da’ pieni poteri al partito di Taranto. Ecco il documento: ‘L’Esecutivo nazionale dei Verdi riunitosi a Roma il 7 marzo 2016, considerato che nel comune di Statte non esiste l’associazione Verde riconosciuta a norma di Statuto della Federazione nazionale dei Verdi; considerato che per la prossima primavera sono previste l’elezione del sindaco e il rinnovo del consiglio comunale di Statte, ha deciso di assegnare, per il comune di Statte, la rappresentanza politica e del simbolo alla Federazione provinciale dei Verdi di Taranto al fine di presentare una lista civica ecologista e verde. La Federazione provinciale di Taranto informerà la Federazione regionale delle decisioni politiche assunte.Tale decisione è stata approvata all’unanimità dei presenti’