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Ilva, sfida CinqueStelle ad Emiliano: ‘Vieni a Taranto a parlare di Ilva’

Pubblicato | da Angelo Di Leo

Due concetti semplici: Ilva decotta, Italia che getta soldi per rianimare azienda decotta. I CinqueStelle convocano la stampa e, dopo aver distribuito volantini per due giorni davanti alle portinerie più trafficate del siderurgico, incontrano operai e cittadini nella sede meet up di via Dante. Rosa D’Amato (parlamentare europea) e Carlo Martelli (senatore) spiegano la teoria del niente scambiato per il tutto: ‘il Governo getta via soldi pubblici per tenere in vita una baracca che non sta in piedi, che inquina Taranto e provincia, che brucia ogni mese 50 milioni, che fa ammalare i cittadini e dunque anche sul piano sanitario costa milioni di euro alla comunità. Al netto della esigenza primaria di salute, anche a guardarla dal punto di vista  contabile questa operazione Ilva è un assurdo politico’. Questo dicono i grillini, aggiungendo la ricetta che punta alla riconversione economica generale della città ‘la cui vocazione industriale è un falso imposto sul territorio dallo Stato’ ricorda Martelli. A Rosa D’Amato il compito di illustrare la ricetta. Si tratta di un canovaccio che fonda sull’utilizzo di fondi europei e regionali (disponibili tramite Ue), messa in mobilità lunga di una quota di operai Ilva, formazione e ricollocazione della parte restante, innovazione e conversione territoriale che faccia dell’area Ilva una terra libera e decontaminata. La D’Amato snocciola numeri ed esempi, scorre le slide e per un’ora e passa  la relazione dei CinqueStelle  si guadagna silenzio ed applausi della sala, dove cittadini e operai ascoltano e magari sperano che tutto questo possa essere un giorno possibile. Infine, la sfida pubblica lanciata ad Emiliano. ‘Parla di gas, di decarbonizzazione dell’Ilva. Un modo per legittimare la Tap e tutelare l’acciao, ben sapendo che questa produzione non sarà mai del tutto pulita. Venga a Taranto a condividere la sua proposta col territori. Il Governatore vada in Consiglio comunale. Si relazioni con i tarantini’. Di seguito, la tratta poi dettagliata dalla D’Amato stamattina:

LAVORO
– Mobilità lunga finalizzata al prepensionamento con un accordo, come avvenuto nel 1994 che stabilisca costi, modi, tempi e beneficiari
– Incentivi alla fuoriuscita volontaria (da quantificarsi e a carico dello Stato) e accesso al Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) per offrire un sostegno ai lavoratori “in esubero in conseguenza di trasformazioni rilevanti della struttura del commercio mondiale dovute alla globalizzazione, nei casi in cui tali esuberi abbiano un notevole impatto negativo sull’economia regionale o locale”
– Assistenza personalizzata nella ricerca di un lavoro
– Formazione e orientamento professionale, di miglioramento delle competenze e di riqualificazione
– Indennità / incentivi finanziari di sostegno fino a quando i lavoratori sono effettivamente rientrati nel mondo del lavoro
– Promozione dell’imprenditorialità / creazione di imprese e incentivi una tantum all’occupazione/assunzione

SALUTE – BONIFICHE
– Elaborare per Taranto un accordo tra tutte le parti sociali e il Governo che preveda la tutela della salute di operai e cittadini e la salvaguardia dei livelli occupazionali dei dipendenti diretti e indotto attraverso l’elaborazione e l’attuazione di progetti di pubblica utilità e di bonifica con nuova formazione di tutti i lavoratori

RICONVERSIONE
– Il futuro del territorio passa da un grande piano di riconversione industriale che possa stimolare uno sviluppo sostenibile legato alle vocazioni territoriali, con la creazione di posti di lavoro stabili e di qualità
– Il M5S propone di utilizzare i fondi pubblici per le bonifiche e per il piano di riconversione industriale di Taranto, piuttosto che tenere in piedi una fabbrica insanabile
– I capisaldi della riconversione sono: ricerca, innovazione, energie rinnovabili, turismo sostenibile, archeologia industriale, reddito, tutela ambientale, salute
– Questi settori possono dare un rilancio al territorio ed una prospettiva di occupazione e stabilità economica
– L’unica vera scommessa che il nostro territorio DEVE vincere, salvaguardando lavoro e salute, sarà la chiusura programmata di tutte le fonti inquinanti, bonifica, formazione e reimpiego degli operai che garantirebbe lavoro per i prossimi decenni, sviluppando inoltre, manodopera altamente specializzata
– Cessione aree a canone zero ad attività nelle energie rinnovabili obbligando al reinvestimento di parte degli utili nelle attività di bonifica
– Reimpiego e formazione degli attuali dipendenti ILVA nelle operazioni di demolizione e bonifica
– Puntare sull’economia “circolare”, come il potenziamento della filiera del riuso dei rifiuti