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Trivelle e nucleare, c’è pericolo per le riserve d’acqua della Basilicata?

Pubblicato | da Redazione

Impianti per il trattamento nucleare, pozzi per l’estrazione petrolifera, discariche, inceneritori, centri per gli oli reflui. Sono numerose e di varia natura le attività ad elevato impatto ambientale le fonti inquinanti sul territorio della Basilicata. A segnalarlo sono le associazioni Peacelink e Cova Contro. Alessandro Marescotti e Antonia Battaglia (Peacelink), Giorgio Santoriello (Cova Contro), hanno inviato una lettera alla Commissione Europea sui diffusi problemi ambientali della Regione Basilicata. “Su un’area di neanche 10mila kmq – scrivono gli ambientalisti –  si concentrano impianti per il trattamento del nucleare in via di dismissione (l’Itrec di Trisaia ), insieme a centinaia di pozzi petroliferi perforati, fino ai 37 pozzi produttivi, due centri oli in funzione e il prossimo centro di estrazione e lavorazione di Tempa Rossa”. Per questo motivo le associazioni hanno chiesto al Commissario all’Ambiente Vella che la Commissione indaghi “sulla reale situazione ambientale della Regione Basilicata”.

Nel novero delle attivià inquinanti, inoltre, vanno comprese “anche le numerose discariche ed i centri di trattamento degli oli reflui, gli inceneritori ed i cementifici di Matera e di Barile, i due siti SIN di Tito e della Val Basento, con i circa 390 siti di interesse regionale affetti da contaminazioni”. Cova Contro e Peacelink hanno chiesto che la Commissione “verifichi il rispetto del diritto europeo in materia ambientale. Le conseguenze della forte concentrazione di impianti industriali e soprattutto dell’attività di ricerca petrolifera potrebbero aver avuto ricadute molto importanti sulla salute umana e sulla catena alimentare. La Basilicata, inoltre, rappresenta un immenso serbatoio strategico per l’acqua potabile di tutto il Sud d’Italia e quindi per l’agricoltura. La Convenzione di Aarhus stabilisce che è un preciso diritto dei cittadini essere informati e prendere parte ai processi decisionali quando è in gioco anche il proprio futuro, i propri diritti ad un ambiente sano e alla salute”.