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Vendita Ilva, italiani in pole position?

Pubblicato | da Michele Tursi

Dovrebbe concludersi lunedì prossimo l’esame delle 29 offerte di acquisto per l’Ilva. Piero Gnudi, Corrado Carruba e Enrico Laghi, stanno esaminando l’ammissibilità delle proposte. Si tratta di una fase di selezione che approderà alla due diligence che comincerà la prossima settimana e proseguirà fino al 31 marzo. Sarà questo il momento critico e decisivo per le sorti del maggiore gruppo siderurgico italiano e soprattutto per lo stabilimento di Taranto, il più grande d’Italia, uno dei più importanti a livello europeo per capacità produttiva e personale occupato.

I soggetti ammessi alla seconda fase avranno a disposizione ulteriori elementi di approfondimento. Potranno avere accesso ai siti produttivi del Gruppo, oltre che alla management presentation organizzata da Rothschild, global advisor dell’operazione Al termine saranno chiamati a presentare le offerte vincolanti, sulla base delle quali si potrà pervenire al perfezionamento dell’operazione.

Delle 29 offerte pervenute, otto fanno riferimento a gruppi stranieri: tra cui si segnalano un gruppo francese, uno americano, un cinese, un polacco, la turca Erdemir. Tra le proposte italiane ci sono anche operatori della filiera siderurgica (logistica, trasporti, produzione) il che lascia supporre che si stia componendo l’ipotesi di una cordata tutta tricolore con la presenza di Cassa Depositi e Prestiti, a capo della quale potrebbe sedere l’ex manager di Eni Paolo Scaroni che ha già manifestato la sua disponibilità in tal senso.