Salute
“Caro Emiliano non pensare solo al lavoro, i bambini di Taranto vogliono vivere”
Prosegue l’iniziativa dei “Genitori Tarantini” protagonisti di una campagna shock sugli effetti dell’inquinamento dell’Ilva sui bambini. Dopo i manifesti fatti affiggere a Taranto, Bari e Genova, arriva una lettera aperta al presidente della Regione Puglia Michele Emiliano. Da sottolineare che il manifesto a Genova è stato strappato e distrutto poco dopo l’affissione. I genitori tarantini dopo aver lanciato l’hashtag #tarantochiamagenova hanno avviato una nuova campagna di comunicazione sui social #genovavergogna. Anche La Ringhiera attende dal capoluogo ligure un gesto che ci faccia ricredere su questo comportamento indegno e incivile. Di seguito, intanto, il testo integrale della lettera a Emiliano.
“Egregio dott. Emiliano,
anche i bambini di Taranto vogliono vivere.
Questa semplicissima, naturale considerazione ha spinto un gruppo di genitori tarantini ad autotassarsi per fare affiggere manifesti a Taranto, a Bari e a Genova, per il momento.
Lo scopo, non troppo velato, è quello di tenere alta l’attenzione sul più drammatico problema che ancora oggi colpisce al cuore l’intera città di Taranto e parte della sua provincia. E Lei sa perfettamente di cosa stiamo parlando.
Con i dati in Suo possesso, Lei è tra quelli che sanno che l’Ilva non produce solo acciaio. Malattie e morte sono strettamente legate all’illegalità che regna all’interno dell’azienda. Lo ha fatto chiaramente intendere, nella Sua campagna elettorale.
Purtroppo, cresce forte in noi la sensazione che, ancora una volta, verremo lasciati al nostro destino. Purtroppo, ancora una volta ci verrà chiesto di nascondere sotto al tappeto quella polvere che avvelena i nostri figli fin da quando smettono lo status di gameti. Invece, la più banale delle richieste viene frustrata anche dalla decisione del Consiglio regionale di prorogare ulteriormente l’attuazione della legge sulle emissioni odorigene. In più, il Governo regionale sembra più interessato al “lavoro” che alla “salute”, dimenticando che quest’ultima è il solo diritto non monetizzabile previsto dalla Costituzione italiana.
E’ forse questa la Puglia? E’ forse questa la regione che dovrebbe essere d’esempio alle altre regioni italiane?
Governatore, il Suo primo compito è quello di garantire pari dignità a tutti i cittadini della Regione. Se si ravvedono pericoli per la salute dei cittadini, questi pericoli devono essere scongiurati, abbattuti, sconfitti!
L’ignoranza riguardo i problemi che una produzione industriale così aggressiva può creare era giustificabile 50 anni fa. Oggi, alla luce degli infiniti studi che ci raccontano una drammatica realtà, perseverare è da considerare cosa diabolica. In quella fabbrica, in attesa che gli esperti si esprimano per un’eventuale riconversione o per la definitiva morte, la produzione deve essere fermata, possibilmente senza ricadute negative sulle maestranze. Immediatamente. Troppi danni ha prodotto ad un territorio e ad intere generazioni di persone che ben altro sviluppo avrebbero meritato.
Scrivere la parola “FINE” non è sempre sinonimo di una storia finita. A volte, è solo un nuovo, incredibile inizio. Dia a noi la possibilità di incontrarLa, Governatore, come cittadini di questa meravigliosa regione. Dia a Taranto la possibilità di farne parte con pieno diritto. Guardi negli occhi i nostri figli e cominci a parlare loro così: C’era una volta…” (Genitori Tarantini)