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Confcommercio Taranto: col nuovo Dpcm si ferma il settore matrimoni e feste

Pubblicato | da Redazione

“La limitazione delle feste a trenta partecipanti equivale ad un
nuovo fermo del settore. Siamo di fronte ad una catastrofe
annunciata”. Questo il commento allarmato di Enea Fanelli, presidente della categoria Wedding ConfcommercioTaranto.

“La sospensione delle cerimonie per l’emergenza Covid – si legge in una nota stampa – nel 2020 ha cancellato 17 mila matrimoni, e solo dalla scorsa estate il settore del wedding ha avviato una lenta ripresa, anche se buona
parte delle coppie ha preferito rinviare la data delle nozze al 2021. La ripartenza delle feste con più invitati (comunioni, lauree, diciottesimi, matrimoni) ha rimesso in moto per pochissimi mesi le attività di catering, le sale feste, le strutture di ristorazione per cerimonie e tutto l’indotto, anche se secondo gli addetti ai lavori il fermo-covid ha procurato al wedding pugliese perdite per un miliardo di euro.

La riapertura di primavera aveva in parte contribuito a far ripartire il settore non solo con i primi matrimoni già celebrati, ma soprattutto con la ripresa delle prenotazioni per il prossimo anno delle sale da cerimonia e feste, dei catering, dei viaggi di nozze. E’ chiaro che le limitazioni imposte dal nuovo Dpcm di 30 partecipanti alle feste equivale ad un nuovo stop dei matrimoni e ad un nuovo blocco dell’indotto”.

Secondo Fanelli “le sale ricevimenti sono attrezzate per accogliere anche 200 persone distanziate tra loro. Non si comprende perché la ristorazione possa continuare ad operare senza limiti sui numeri, mentre a quella organizzata per i ricevimenti viene posto il limite di 30 persone. Vorremmo comprendere se il problema è il ballo. Insomma il nuovo Dpcm non ci aiuta certo a fare luce sulla possibilità del settore wedding di programmare una ripresa. Già nelle ore scorse alcune strutture nostre associate Confcommercio hanno ricevuto le prime telefonate allarmate da parte della clientela e la disdetta di appuntamenti con gli sposi già programmati. Chiediamo al presidente Emiliano, di cui conosciamo la influenza nella
Conferenza Stato Regioni, di valutare attentamente la possibilità
di avviare un percorso che consenta di far ripartire serenamente le
cerimonie”.