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Università, Conte frena sull’autonomia a Taranto: No a cattedrali nel deserto

Pubblicato | da Michele Tursi

“Devo essere molto franco con la comunità tarantina che sta chiedendo un polo universitario autonomo. Non dobbiamo fare cattedrali nel deserto. Oggi partiamo con il corso di laurea in medicina che è autonomo, qui c’è anche il Politecnico: dobbiamo creare specializzazioni in materie che rispondono alla vocazione del territorio”.

Nel giorno in cui il Presidente del Consiglio taglia il nastro del nuovo corso di laurea in medicina e chirurgia con sede a Taranto nel palazzo dell’ex Banca d’Italia, è lo stesso Conte a frenare sulle “spinte autonomiste” in materia universitaria. Il premier ha toccato l’argomento durante la conferenza stampa tenuta sotto la Prefettura, incalzato dai cronisti presenti.

Quella di Conte però non è una chiusura netta. “Non ci fissiamo, in questo momento – ha detto – sull’università autonoma. Noi vogliamo creare un progetto universitario sostenibile. Man mano che andremo avanti vedremo come risponderà il territorio e se necessario faremo passi anche molto più ambiziosi. Però partiamo e procediamo in modo progressivo”.

Quello dell’autonomia universitaria è un tema caro ai tarantini che questa mattina è stato portato direttamente all’attenzione del capo del Governo durante gli incontri nell’ambito del Cis Taranto. Il presidente della Camera di Sportelli ha illustrato e consegnato al Presidente del Consiglio dei Ministri, il “Manifesto per l’autonomia dell’Università di Taranto”.

Il documento, con il quale è richiesta l’attivazione di un Accordo di programma per raggiungere l’autonomia dell’Università tarantina entro il prossimo triennio, nasce dall’iniziativa della Camera di commercio di Taranto ed è stato sottoscritto venerdì 9 ottobre nella Cittadella delle imprese dall’Ente camerale, dal Sindaco del Comune di Taranto, Rinaldo Melucci, dalla Provincia di Taranto, dalle Associazioni delle categorie economiche e dal Comitato unitario permanente degli Ordini e dei collegi professionali di Taranto. Ecco il testo integrale del documento.

“L’autonomia universitaria per Taranto rientra fra gli obiettivi prioritari che il territorio si pone per completare le azioni volte alla reale, tempestiva ed efficace rigenerazione del tessuto socio – economico e culturale. Se oggi migliaia di ragazze e ragazzi sono costretti a lasciare la nostra provincia per studiare e specializzarsi fuori regione, l’istituzione di facoltà prestigiose e particolarmente connesse alle necessità ed ai fabbisogni dell’area è elemento di certo essenziale per iniziare ad arginare questa ormai intollerabile emorragia. Ma la vera esigenza è quella di avere la certezza che l’Università di Taranto sia autonoma. Ciò rappresenterebbe, infatti, il salto di qualità non solo per l’interruzione della ‘fuga’ di giovani ed il conseguente miglioramento del capitale umano, ma soprattutto perché essa si qualificherebbe quale sviluppatore urbano ed eccezionale polo di
attrazione che arricchirebbe in modo sostanziale il nostro gruppo dirigente e la cabina di regia locale.

In particolare è evidente che innescando i predetti meccanismi, ne sarebbe stimolata in modo automatico l’innovazione nelle imprese, la crescita del tessuto economico provinciale in termini qualitativi e quantitativi, l’interazione stabile e costante fra Ricerca, imprenditoria e professioni. Tutti punti sui quali, in questi anni, nonostante il grande impegno delle Istituzioni, del locale Dipartimento, delle aziende e delle loro rappresentanze, e nonostante le immense potenzialità dell’area, ancora Taranto registra flebili risultati rispetto ad altri territori.

L’Università autonoma di Taranto, allora, consentirebbe al territorio di acquisire finalmente una specifica e chiara identità scientifica, tassello ad oggi mancante nel quadro, invece sempre più avanzato, assicurato dall’opera straordinariamente meritoria condotta dalla Presidenza del Consiglio negli ultimi mesi, della valorizzazione dell’area tarantina sotto il profilo urbano, imprenditoriale e sociale. Sarebbe incoerente e sicuramente destinata a successo solo parziale una strategia che non avesse fra le finalità anche quella di garantire la completa realizzazione di tutte le componenti della crescita, inclusa quella, essenziale, della produzione autonoma e della diffusione della conoscenza. Conoscenza indispensabile al potenziamento ed alla competitività del sistema tarantino.

Per la progettazione, la programmazione e la realizzazione di un nuovo modello di sviluppo che le consenta di uscire finalmente dai drammatici e atavici problemi nei quali da troppo tempo si dibatte, Taranto ha bisogno di cuore appassionato e menti lucide e piene: serve la ‘nostra’ Università, che
si unisca all’attuale ed endogeno movimento di coesione, rinascita e, infine, riscatto di quest’area. Per tali motivazioni, certamente condivise dal Governo che ha già assicurato fondamentali evoluzioni dell’offerta accademica, le Istituzioni territoriali ed economiche, gli Ordini ed i
collegi professionali e le Associazioni delle categorie economiche chiedono alla Presidenza del Consiglio ed al Governo l’urgente attivazione di uno specifico Accordo di programma, da inserire nel necessario processo legislativo finalizzato all’ottenimento dell’autonomia dell’Università di Taranto entro il prossimo triennio”.