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Taranto, anteprima di “Semina il vento” il film sulla generazione che vuole cambiare

Pubblicato | da Redazione

Presentato alla Berlinale nella sezione Panorama, e in anteprima italiana al Bif&st “Semina il vento”, del regista tarantino Danilo Caputo, è ambientato tra alberi d’ulivo e scenari industriali del tarantino e racconta una storia di ribellione e rinascita.

Il film sarà proiettato in anteprima a Taranto, all’Arena Peripato, sabato 29 agosto, e sarà poi in sala dal 3 settembre con I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection.

“Semina il vento” esplora il conflitto tra due modi di pensare e sentire la natura: quello di Nica, ereditato dalla nonna, e quello di Demetrio, figlio di un progresso industriale che ha disatteso le sue promesse. Interpreti della vicenda sono: nel ruolo di Nica, Yile Yara Vianello (la giovane protagonista di “Corpo Celeste” di Alice Rorhwacher); Caterina Valente (Rosa), Espedito Chionna (Demetrio) e Feliciana Sibilano (Paola).

Spiega il regista tarantino Danilo Caputo, che ha ambientato la sua storia ai piedi dell’Ilva: “A dieci chilometri da casa mia c’è il più grande polo siderurgico d’Europa, una fabbrica che inquina da 60 anni e della quale però non riusciamo a fare a meno. Perché il vero problema è l’inquinamento mentale… questa strana patologia moderna per cui chi è disposto ad avvelenare la propria terra, è disposto ad avvelenare se stesso”.

Nella storia, il regista ha portato le sue stesse emozioni. “L’attaccamento che provo per queste terre – dice – è lo stesso attaccamento che sente Nica, la protagonista di Semina il vento. C’è anche la rabbia, la stessa che prova Nica. Ma la rabbia è sterile se non si unisce alla voglia di lottare per cambiare le cose, proprio come fa Nica, che immagina un futuro diverso a partire dal passato. Non volevo fare un film sull’inquinamento, né sulla xylella, né sulle ecomafie. Volevo fare un film per provare a capire come fenomeni del genere siano possibili. Così ho provato a interpretare i fatti come sintomi di qualcosa di più profondo”.

Il film è una produzione Jba Production e Okta Film con Rai Cinema in coproduzione con Graal Films, e con il contributo di Regione Puglia e il sostegno di Apulia Film Commission, con il sostegno del Fondo bilaterale per le coproduzioni cinematografiche italo-francesi del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo (MiBACT) e del Centre national de la cinématographie (CNC), con il contributo del MiBACT – Direzione Generale Cinema per la produzione di opere di giovani autori, con il sostegno di Eurimages e del Greek Film Centre.