Salute
Covid, l’Asl di Taranto intensifica i controlli nelle Residenze socio assistenziali
In tutta Italia e anche in alcune aree della Puglia, le Rsa e le Rssa (Residenze sanitarie assistenziali e Residenze sanitarie socio assistenziali), sono in piena emergenza covid-19 a causa dei maggiori rischi di contagio tra le persone di età avanzata ospitate in queste strutture.
Ciò ha indotto la Regione Puglia e le Asl pugliesi a monitorare in maniera puntuale e costante la situazione. Le Rsa sono strutture di ricovero non ospedaliere a carattere sanitario in cui sono ospitati anziani o soggetti non autosufficienti per un tempo determinato, mentre le RSSA sono strutture residenziali che forniscono assistenza a persone di età superiore ai 64 anni che non necessitano di prestazioni ospedaliere specifiche. Nella maggior parte dei casi, le strutture ricadenti in entrambe le categorie sono convenzionate con l’Asl territorialmente competente.
In questa fase, la Struttura Socio Sanitaria dell’ASL Taranto, che sovrintende alle convenzioni ed effettua verifiche periodiche sulla loro attività, ha avviato controlli serrati sulle Rssa e sulle Rsa della provincia di Taranto, al fine di verificare la predisposizione di tutte le misure necessarie per arginare la diffusione del contagio, di valutare la disponibilità e il corretto utilizzo di dispositivi di protezione individuale (DPI), di constatare la rispondenza delle modalità di gestione di eventuali casi sospetti alle procedure stabilite dai protocolli nazionali e regionali
Sono state effettuate verifiche su 9 Rssa convenzionate, 4 Rsa convenzionate e 7 tra Rssa e Rsa private. “In tutte le strutture – spiega l’Asl di Taranto – seppure in date diverse, è stato vietato l’ingresso ai parenti in visita. Alcune strutture, peraltro, hanno preso questo provvedimento ben prima che fosse prescritto dalla disposizione regionale del 10 marzo.
In tutti i casi vengono rispettati i protocolli in vigore su sanificazione e vestizione degli operatori ed è stata individuata un’area per l’isolamento. Alcune strutture lamentano la difficoltà di reperire i dispositivi di protezione individuale necessari, in particolare quelli specifici in caso di assistenza di pazienti positivi al Coronavirus”.
“Soltanto in una Rssa – aggiunge l’Asl di Taranto – si è verificato il caso di un paziente risultato positivo al tampone, come da accertamento del Dipartimento di Prevenzione, che è stato prontamente gestito come da appositi protocolli sanitari, senza alcuna conseguenza per gli altri ospiti e per gli operatori. Peraltro, in tale struttura tutti gli operatori sono stati sottoposti a tampone, con risultato negativo. Nella stessa struttura, gli addetti utilizzano i DPI adeguati alle circostanze e rispettano i protocolli regionali, ed è stato creato un angolo isolamento presso il Centro Diurno, attualmente non in funzione. Nelle altre strutture, i tamponi sono stati effettuati solo nei casi sospetti ma, ad oggi, non è stata rilevata alcuna positività”.
A questo proposito, i Responsabili Sanitari delle strutture sono in stretto contatto con il Servizio Igiene e Sanità Pubblica (SISP) afferente al Dipartimento di Prevenzione dell’ASL Taranto. A tale servizio viene comunicata l’insorgenza di sintomi sospetti nei ricoverati, in modo che il SISP possa disporre tamponi naso-faringei urgenti. I controlli quotidiani della Struttura Socio Sanitaria sono complementari a quelli effettuati dal Servizio di Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro (SPESAL) dell’ASL Taranto, incentrati sulle misure di prevenzione e protezione del personale. Le principali criticità rilevate sotto questo profilo sono state la frequente assenza di una zona filtro e un percorso sporco-pulito per l’accesso all’area isolamento e la scarsità di DPI specifici, dovuta alla già ricordata difficoltà di reperimento.
“Anche presso le Comunità Riabilitative Assistenziali Psichiatriche (CRAP) e i Centri Diurni psichiatrici – spiega l’Asl di Taranto – vengono effettuati controlli analoghi a quelli che interessano le RSA e RSSA, da parte delle strutture competenti afferenti al Dipartimento di Salute Mentale.
In definitiva, allo stato, si conferma l’assenza di motivi di allarme per le strutture per anziani che insistono nella provincia di Taranto. Tuttavia, la Regione Puglia e l’ASL Taranto ritengono che sia necessario non abbassare il livello di guardia e proseguire con uno stretto monitoraggio”.
Il direttore generale Stefano Rossi si è voluto soffermare sull’impegno delle strutture convenzionate e private: “Desidero ringraziare – dice – i responsabili e gli operatori di tutte le strutture della provincia, che stanno seguendo scrupolosamente le disposizioni che riguardano loro, non di rado facendo anche più di quanto richiesto, e che stanno offrendo la massima collaborazione alle strutture ASL preposte ai controlli. Dobbiamo al loro lavoro, e a quello importantissimo del nostro personale che effettua quotidiane verifiche, il fatto che si sia scongiurato l’emergere di situazioni allarmanti nelle strutture residenziali e semiresidenziali ioniche e che sia stato sempre possibile prendere in carico agevolmente tutte le situazioni sospette che si sono di volta in volta presentate”.