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18849 morti in 48 giorni, l’Italia chiamata ancora a resistere

Pubblicato | da Redazione

Resistere, resistere, resistere. Stavolta l’invasore è un virus che non si vede e l’Italia è chiamata alla sua più grande prova di capacità collettiva dopo le Guerra. Lo ripetiamo da 48 giorni (prima vittima il 22 febbraio nel padovano). Nonostante i bollettini della Protezione Civile, puntuali e per certi versi spietati perchè spietata è una malattia che non conosce cura, c’è sempre qualcuno che fa finta di nulla. E in queste ore addirittura c’è chi sta progettando fughe verso il mare o la casetta in collina. Saranno multe salatissime. Martedì tracceremo anche questo bilancio. Intanto ecco l’aggiornamento della Protezionme civile. Ci sarà da resistere sino al 3 maggio… e forse sino ai primi giorni di giugno. Vedremo.

Aggiornamento 10 aprile 2020, Protezione Civile. Al momento 98.273 persone risultano positive al virus. Ad oggi, in Italia sono stati 147.577 i casi totali.

Il dettaglio: 29.530 in Lombardia, 13.350 in Emilia-Romagna, 11.576 in Piemonte, 10.647 in Veneto, 5.822 in Toscana, 3.301 in Liguria, 3.316 nelle Marche, 3.633 nel Lazio, 2.963 in Campania, 1.994 nella Provincia autonoma di Trento,  2.336 in Puglia, 1.398 in Friuli Venezia Giulia, 1.967 in Sicilia, 1.635 in Abruzzo, 1.317 nella Provincia autonoma di Bolzano, 752 in Umbria, 876 in Sardegna, 786 in Calabria, 602 in Valle d’Aosta, 279 in Basilicata e 193 in Molise. Sono 30.455 le persone guarite. I deceduti sono 18.849, ma questo numero potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso.