Sul Pezzo
Arcelor Mittal, a Taranto 10 giorni di sciopero anti coronavirus
Uno sciopero anti coronavirus. E’ quanto annunciano Fim Cisl e Usb di Taranto in una nota congiunta con cui dichiarano l’avvio di un’astensione dal lavoro a partire dalle 07 del 13 marzo 2020 fino alle 23 del 22 marzo per i dipendenti diretti di Arcelor Mittal e per quelli dell’appalto.
Diversa, invece, la decisione assunta da Fiom e Uilm. Domani mattina una delegazione dei due sindacati si autoconvocherà dal Prefetto di Taranto per “esplicitare non solo le preoccupazioni legittime dei lavoratori, ma l’evidente rischio da contagio da COVID-19 in assenza di scarse misure adottate ad oggi dall’azienda”. Fiom e Uilm, però, “in assenza di interventi mirati e immediati proclameranno uno sciopero dello stabilimento siderurgico di Taranto dal 16.03.2020 fino a domenica 22 marzo”.
Anche Flm Uniti Cub ha proclamato lo sciopero generale nazionale del settore metalmeccanico, ad esclusione dei servizi essenziali, dalle 06.00 del 13 marzo 2020 per tutti i turni di lavoro, fino all’ultimo turno montante del 23 marzo 2020.
Fim, Fiom, Uilm nazionali oggi hanno chiesto il fermo di tutte le imprese metalmeccaniche fino a domenica 22 marzo, a prescindere dal contratto applicato, per consentire l’applicazione delle misure sanitario di contrasto all’epidemia di covid-19.
Oggi, a Taranto, si è svolto anche un incontro tra sindacati e Arcelor Mittal. Secondo Fim e Usb l’azienda “continua a tergiversare in merito alle richieste delle organizzazioni sindacali che pretendono con forza di mettere in sicurezza i lavoratori del sito e dell’appalto/indotto, in linea con la piena applicazione del DPCM del 11/03/2020. E continua a non considerare la congrua riduzione della presenza del personale all’interno dello stabilimento, in subordine sia alla mancanza di dispositivi di protezione individuale (come le mascherine), sia alle carenze di adeguate contromisure organizzative (autobus, refettori, mense e spogliatoi) finalizzate al contenimento di diffusione del COVID 19”.