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Associazione commercialisti: Moratoria fiscale nelle zone colpite da coronavirus

Pubblicato | da Redazione

Le misure restrittive tese ad arginare la diffusione del coronavirus hanno anche un impatto fiscale che non va trascurato. Lo rileva l’Associazione italiana dottori commercialisti (Aidc) che ha rivolto una specifica istanza al Governo. L’Aidc è presieduta dal dott. Andrea Ferrari; il segretario nazionale è una commercialista di Taranto, la dottoressa Paola Piantedosi. 

L’Associazione dei dottori commercialisti chiede “l’applicazione dell’art.9 dello Statuto dei diritti del contribuente nelle località interessate da provvedimenti di contenimento della diffusione del virus”. In sostanza, spiega il presidente Ferrari “i provvedimenti di quarantena collettiva, con chiusura di esercizi pubblici e privati, disposti ai fini sanitari per scongiurare il diffondersi del coronavirus, impongono l’immediata adozione del decreto che disponga la rimessione in termini. A norma dell’art. 9 della legge 212/2000 – Statuto dei diritti del contribuente – infatti, nel caso in cui il tempestivo adempimento di obblighi tributari sia impedito da cause di forza maggiore, il Ministro delle finanze, con apposito decreto da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale, rimette in termini i contribuenti interessati. Lo Statuto dispone, altresì, che, qualora la rimessione in termini concerna il versamento di tributi, il decreto sia adottato dal Ministro delle finanze di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica”.

Secondo l’Aidc “è indispensabile, dunque, disporre con urgenza in merito. Non potendo considerarsi ammissibile l’esposizione ad un rischio sanitario, scongiurato per la generalità dei cittadini in forza della garanzia costituzionale, solo per determinate categorie professionali ed economiche. Diversamente, invero, i nostri colleghi, gli imprenditori ed i loro dipendenti e collaboratori sarebbero costretti ad adempiere tempestivamente agli obblighi tributari, propri e dei propri clienti, assumendo però un pericolo, escluso per tutti gli altri”. [Credits: la foto a corredo di questo articolo è tratta dalla pagina Facebook dell’Associazione italiana dottori commercialisti]