Sul Pezzo
‘Di Bello scagionata’, il titolo che riapre un fronte
‘Di Bello scagionata’, il titolo che riapre un fronte … mai chiuso. Questa sentenza ha riaperto un fronte politico che in realtà dovrebbe indurre Taranto a fare i conti, una volta per tutte, con il suo recente passato.
Esistono tre verità, quando si tratta di rilevanza pubblica: i fatti di ogni giorno, la verità giudiziaria (se quei la coinvolgono) e la verità storica. In questo caso si tratta dei cosiddetti ‘bilanci falsi’ del Comune di Taranto, processo già chiuso sul piano penale e che su quello civile ha registrato l’altro ieri un pronunciamento importante.
La stagione di Rossana Di Bello, sindaco di Taranto che ha dominato la scena ionica e pugliese tra 2000 e 2005 (dopo essere stata assessore regionale nella giunta Di Staso) è stata controversa – condita da buone idee e tanti errori – e alla fine ne è’ uscita segnata dalle dimissioni d’inizio 2006 (sette mesi prima era stata rieletta quasi con un plebiscito al primo turno ..). L’onta del dissesto finanziario del Municipio (dichiarato dal commissario Blonda nell’ottobre 2006..) ha di fatto immobilizzato per 15 anni il centrodestra ionico e ha consegnato le urne ad un centrosinistra litigioso, diviso e intanto capace di accogliere tra le sue fila non pochi transfughi della stagione dibelliana. Il sistema politico cittadino, insomma, ha rapidamente metabolizzato quella fase, al contrario della comunità che rappresenta (non è un caso che il crollo dell’affluenza alle urne parta proprio da quegli anni..).
Sembrava tutto alle spalle, dunque.
Ma alle spalle in realtà non è per una Cittá oggi alle prese, tra l’altro, con una fase delicatissima e grave. La sentenza resa nota ieri dalla Gazzetta del Mezzogiorno ha riaperto infatti quelle ferite troppo presto nascoste in trincea, tra le strade di Taranto intanto intrise di rabbia, fumi e dolore.
L’argomento ‘Di Bello’, inteso come stagione politica cittadina, è stato quasi un tabù (comunque un intoppo per percorsi o nuovi discorsi politici ..) per chi in questi anni a Taranto ci ha riprovato a candidarsi: è stata un’arma d’attacco per gli avversari, un capitolo da evitare con cura per gli ‘smemorati’, un motivo di rivalsa tra alleati o avversari, un intercalare tra un sospiro di rammarico e un sospiro di sollievo nei corridoi dei palazzi e dei partiti. Così come tra i tarantini, parliamo di quelli divisi tra delusi colpevolisti, la stagione ‘Di Bello’ è sinonimo di profondo scoramento o palese indignazione… a tal punto da far cadere nel dimenticatoio un fatto che oggi, paradossalmente, farebbe di qualsiasi sindaco un eroe a queste latitudini: l’ordinanza di chiusura delle batterie della cokeria Ilva dei Riva. Con quella firma l’allora sindaco Di Bello aprì l’altro fronte tuttora aperto, apertissimo! La storia si incaricherà di mettere in ordine i fatti. Per adesso ci sono le sentenze. E non sono poche quelle che stanno ribaltando i giudizi popolari.