Sul Pezzo
Polizia di Frontiera, chiusura? Il Siulp di Taranto dice NO e spiega perché
No alla chiusura della Polizia di Frontiera, a Taranto. Avamposto strategico e necessario in una città che del suo scalo portuale intende fare trampolino di rilancio. Una decisione in controtendenza con la storia contemporanea di Taranto, con propositi e programmi, con le dinamiche economiche in atto: il Siulp ne è convinto, e dice NO anche al di là delle non trascurabili ragioni fondate sulle carenze della pianta organica della Questura, uffici oberati di lavoro e in attesa di personale che tarda ad arrivare. Questo, in sintesi, il documento del Siulp a firma del segretario generale Antonio Digregorio. Ma non è l’unico No in un fronte che in queste ore a Taranto si va allargando (Usb, per esempio).
Depotenziamento e chiusura della Polizia di Frontiera di Taranto, Il No del Siulp e le ragioni
“In questi ultime settimane, il Ministero dell’Interno tramite la Direzione Centrale per le Specialità e dei Reparti Speciali, ha avviato una serie di incontri con i sindacati più rappresentativi, in cui, dando luogo ad una “progettualità convulsiva” sta portando all’evidenza il piano – se tale possiamo definirlo – di riorganizzazione delle Specialità e per ultimo quello relativo alla Polizia di Frontiera. E dopo, l’Emilia Romagna, la Liguria e il Piemonte in cui è stata paventata la chiusura di diversi distaccamenti e sottosezioni della Polizia Stradale (con la previsione della soppressione di 150 uffici!!) e in quest’ultima il Siulp ha messo in atto una serie di iniziative dopo che l’istituzione regionale, gli enti locali e i sindaci interessati dalla chiusura di alcuni presidi di polizia, mostrandosi avversi a tali piani si sono schierati al fianco dei cittadini, dei poliziotti e del nostro sindacato, è giunto
il turno della Puglia. Dopo la paventata soppressione dei Distaccamenti di Spinazzola e Ruvo di Puglia per l’istituzione della Sezione della uova provincia BAT, si ipotizza a Taranto, la chiusura della Polizia
di Frontiera – Scalo Marittimo, da sempre baluardo di legalità nell’ambito della vasta area portuale. Solo 2 giorni fa, nel corso della riunione convocata dai vertici, la delegazione della nostra Segreteria Nazionale, portando a sostegno una serie di ragioni e di dati, ha espresso una netta contrarietà a tale ipotesi. Il Dipartimento della P.S., personificando l’austerity imposta dagli esecutivi di Governo, a “colpi di mannaia”, vorrebbe sottrarre alla comunità e ai territori, diversi posti di polizia, sopprimendoli, accorpandoli, ridimensionandoli; una decisione infausta per la quale chiamiamo tutte le forze politiche del territorio e del Governo ad esprimersi e a prendere posizione per il bene anche della comunità, sebbene alcune lo hanno già fatto (i Consiglieri Amati-Pentassuglia della Regione Puglia, i deputati di Fratelli d’Italia che sulla questione hanno interrogato il Ministro Lamorgese). Ci aspettiamo adesso che anche il sindaco di Taranto prenda una posizione e che continui a dimostrare come ci tenga tanto alle sorti di questa Città e soprattutto del Porto. “Taranto in questo momento storico non può permettersi tutto questo !!” Anche perché, non si capisce una cosa: “se da una parte è lo stesso Governo centrale, regionale e locale ad affermare che il rilancio del capoluogo jonico passa per il tramite dello sviluppo del porto, dall’altra non potremmo mai assistere e immaginare che lo stesso Governo diventi prono rispetto ad una decisione che va completamente all’opposto del rilancio dell’economia locale, indebolisce il sistema e non fa rete tra le varie Istituzioni!! Sarebbe per l’Esecutivo una debacle !! Si intuiva come si sarebbe andati in questa assurda direzione, giacché lo scorso anno gli stessi vertici ministeriali, in una città come la nostra che trae fortissima ispirazione da una delle sue fonti primarie, cioè il mare, nella indifferenza di tanti ha completamente soppresso la nostra Squadra Nautica. Ecco che adesso si profila oltre al danno la beffa !! Nel frattempo, però, la decisione ha destato incredulità e irritazione soprattutto tra i colleghi e le colleghe specializzate della Polizia di Frontiera di Taranto che pur operando per lunghi anni con un organico ridotto (23 operatori attuali, rispetto ai 40 previsti da decreto ministeriale) ha saputo assolvere ad una qualificata mission. E lascia basito anche il SIULP di Taranto, sindacato maggioritario. La messa in atto di questo “schizofrenico” progetto, altro non è che il voler celare i punti deboli dello stesso Dicastero che evidentemente, non riuscendo ormai da tempo a dare risposte concrete in termini di mobilità del personale, essendo ormai la Questura di Taranto notoriamente sotto organico di oltre 120 unità e riservando ad essa “le briciole” rispetto ai piani della movimentazione nazionale, inverte il processo e nascondendo le sue inefficienze gestionali e simulando la storiella della “improduttività” rimescola le carte e paventa la chiusura dei presidi con ricollocazione nell’ambito della Questura.
Una Questura che rischia l’implosione poiché già abbastanza oberata da carichi di lavoro e dalle attività di polizia. Per di più il Dipartimento della P.S. non riesce a nascondere il fatto che non si riescono a sfoltire le lunghe liste di attesa: circa 300 colleghi che attendono di essere trasferiti alla Questura di Taranto dove invece giungono a singhiozzo dopo un anzianità di servizio superiore ai 17, 18 anni. Ergo, basterebbe farsi due calcoli per considerare il dato medio anagrafico !! Ancor più grave, poi, che dal Ministero al Questore di Taranto (Provinciale e Tecnica di PS) non sia stato chiesto di esprimere un suo parere. E’ inutile, allora, che anche il SIULP continui a dichiarare la necessità di affermare la centralità e l’importanza di un ruolo come questo. E che anche qui a Taranto, malgrado tutto e nonostante una serie di criticità, si stia spendendo a più non posso, insieme ai suoi uomini e alle sue donne in divisa, per assicurare ed efficientare la sicurezza in favore della comunità locale.
Gli scellerati piani ministeriali non sono contestualizzati rispetto al fatto che questa Città sta beneficando di un processo riformistico e di sviluppo in un territorio in forte espansione. Su di essa, infatti, si sono accesi i riflettori di tutta Europa: giungono nuove risorse economiche, vi sono nuovi investimenti, si instaura una cabina di regia presieduta dal Governo, i tavoli istituzionali volti a intraprendere processi di trasformazione e di sviluppo, la sottoscrizione cinquantennale delle concessione demaniali del terminal contenitori all’interno del Porto di Taranto con il colosso britannico “Ylport Holding”, la recente inaugurazione alla presenza del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, dell’ampliamento di nuove banchine nel Porto per l’attracco navale, la costruzione del nuovo Terminal per le attività croceristiche che da circa 1000 passeggeri e turisti del 2018, è passata a circa 10.000 nel 2019 con stime che raggiungeranno 26.000 passeggeri con le navi delle più importanti compagnie al mondo provenienti da tutta Europa e dal Medio Oriente, oltre al fatto che si starebbe puntando sulla riapertura dell’Aeroporto di Grottaglie posto a pochi chilometri dal capoluogo. Ci chiediamo se la Direzione Centrale dell’Immigrazione e Polizia di Frontiere è a conoscenza di questo avviato processo, per quanto abbiamo la sensazione che abbia già stabilito le sorti ed abbia già deciso la delocalizzazione. Siamo pertanto a mantenere un atteggiamento fortemente critico, poiché questo è un progetto che “marcia” esattamente al contrario dei piani già avviati che rilanciano l’economia locale e le infrastrutture portuali del territorio jonico e che getta le basi per l’ulteriore sviluppo sia sul piano sia commerciale che turistico. Abbiamo pertanto motivo di ritenere che i dati di cui dispone il Centro farebbero riferimento ad un bilancio abbondantemente superato oltre che sottostimato e forviante che non terrebbe conto dell’attuale e reale numero dei traffici commerciali e dalle attività portuali. Vi è poi una controtendenza in un Capoluogo, in cui, mentre da una parte la Polizia di Stato congiunge e delocalizza i presidi e gli avamposti di legalità, dall’altra l’Arma dei Carabinieri ne consolida e ne apre alcuni nuovi dimostrando, evidentemente, di essere più lungimirante sul piano organizzativo e logistico. Vedasi l’apertura della Stazione Carabinieri nel cuore del Borgo Città Vecchia, avamposto strategico ubicato in una zona di forte interesse artistico e paesaggistico; vedasi l’annunciata apertura di una Scuola per Allievi Carabinieri il cui primo corso partirà a breve. Vi sono poi, alcune contraddizione che caratterizzano il progetto di chiusura, a maggior ragione, se consideriamo che nell’area portuale insiste l’Hotspot per l’accoglienza temporanea ed identificazione dei profughi, un hub la cui localizzazione è stata fortemente voluta dal Governo, e qualcuno invece che vuole fare ? Privarsi dei presidi dii legalità attigui, giacchè l’Ufficio di cui si ipotizza la chiusura è posto nella medesima area in cui stà sorgendo, tra l’altro, il nuovo Terminal voluto dall’Autorità Portuale e dal Ministero delle Infrastrutture e dove continueranno a sbarcare miglia e migliaia di turisti croceristici. C’è poi da considerare che questa Specialità collabora con la Marina Militare che qui a Taranto esprime una delle più importanti basi navali europee e se consideriamo che il Ministero dell’Interno, d’intesa con quello della Difesa, ha finanziato ed ha in atto il “Progetto Strade Sicure” che viene assicurato h24 all’interno e nell’hinterland portuale congiuntamente da una pattuglia di Polizia di Frontiera e da una dell’Esercito Italiano. Pertanto la Segreteria Provinciale del Siulp di Taranto prende nettamente le distanze da chi deciderà o da chi ha già deciso, e si dichiara assolutamente contraria al piano. Metterà in campo tutte le iniziative tese a sensibilizzare l’opinione pubblica e sul piano della discussione, coinvolgerà tutte le forze politiche e gli Enti locali e regionali, anche per comprendere, non tanto chi è dalla parte poliziotti e del Siulp ma soprattutto per capire chi è dalla parte dei cittadini che hanno pieno diritto di potere contare sui presidi di legalità, atteso che per noi vi è un binomio imprescindibile ovvero che “non ci potrà mai essere sviluppo senza la sicurezza”. Il Segretario Generale Provinciale, Antonio Digregorio
Rizzo (Usb): “Siamo contrari al trasferimento delle competenze della Polizia di Frontiera alla Questura. La questione interessa, tra le altre città, anche Taranto”
Condividiamo il dissenso manifestato dal Siulp circa l’intenzione di chiudere l’ufficio di Polizia di Frontiera di Taranto, come anche quelli di La Spezia, Gioia Tauro, Brescia e Parma. Preoccupa una simile decisione in un momento peraltro nel quale lo scalo ionico è chiamato a nuovi impegni per i futuri traffici internazionali di merci e passeggeri. Come il Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia sottolinea, opportuno riflettere sui carichi di lavoro che a questo punto ricadrebbero sulle Questure e, cosa certamente non secondaria, sull’efficienza del servizio. Va detto che già al momento è complicato gestire il lavoro ordinariamente affidato alla Polizia di Stato, quando continuano ad essere attuali i problemi legati alla carenza del personale. Opportuno sarebbe dunque un confronto mirato al superamento delle riserve a giusta ragione manifestate dal Siulp, magari portando allo stesso tavolo la politica e i sindacati di Polizia. Va detto che già alcuni rappresentanti istituzionali locali hanno palesato evidenti dubbi al riguardo.
Franco Rizzo Coordinatore provinciale USB Taranto