Skip to main content

,

Zona economica speciale, Taranto come le Canarie

Pubblicato | da Michele Tursi

Una Zona economica speciale a Taranto per favorire investimenti soprattutto nella logistica ma non solo. La proposta, non nuova in verità, è stata recentemente rilanciata dall’on. Salvatore Matarrese (Scelta civica) in una sua dichiarazione di voto su una mozione a sostegno dello sviluppo del Mezzogiorno d’Italia.

Non è la prima volta che si parla di Taranto come sede di Zona Franca ma, finora, le parole sono rimaste solo buoni propositi, oppure l’occasione per farsi un po’ di pubblicità. Ed è un vero peccato perchè in altre aree l’istituzione di zone franche (e simili) costituisce un concreto volàno allo sviluppo ed un formidabile attrattore di investimenti.

Un caso da cui prendere esempio sono le Isole Canarie, arcipelago spagnolo (e quindi territorio dell’Unione europea), nel cuore dell’Oceano Atlantico, a 150 km dalla costa africana occidentale, a più di 1000 km dalla Spagna. Le Canarie, oltre ad essere una meta turistica rinomata ed apprezzata in tutto il mondo, rappresentano un importante snodo commerciale per la presenza di due Zone Franche (Gran Canarie e Tenerife). Esercitano, inoltre, una forte attrattività di capitali e investitori stranieri per effetto della Zec, la Zona Speciale Canaria. Si tratta di un regime a ridotta fiscalità, istituito per promuovere lo sviluppo economico e sociale dell’arcipelago e diversificare le sue attività produttive. Le peculiarità del “modello Canarie” sono state oggetto di approfondimento durante un’iniziativa organizzata a marzo del 2015 dalla Camera di commercio ionica.

Perchè non seguire anche a Taranto l’esempio di Tenerife e Gran Canarie? Purtroppo temiamo che anche questa proposta cadrà nel vuoto tanto più se a promuoverla è un deputato di Bari. Taranto urlerà la sua indignazione (tardiva come sempre), quando altre realtà faranno ciò che noi non siamo capaci di realizzare. Attendiamo vivamente di essere smentiti. Gradito segnale di vita dei parlamentari ionici e/o del sedicente “patto per Taranto” dei consiglieri regionali. Grazie.