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Dopo lo sbarco della Sea Watch 3, fermato presunto scafista

Pubblicato | da Redazione

La Squadra Mobile di Taranto, in collaborazione con la Guardia di finanza, ha individuato il presunto scafista che aveva condotto il gommone, carico di migranti, partito dalle coste nordafricane e poi intercettato in acque internazionali dalla Sea Watch 3, sbarcata a Taranto con 119 migranti.

Si tratta di un gambiano di 22 anni che, secondo gli investigatori, è appartenente ad organizzazioni criminali che gestiscono il traffico di essere umani dalla Libia. Sin da subito, con l’analisi delle foto e di alcuni video in possesso dell’equipaggio della nave, gli agenti hanno individuato un ragazzo di origine africana, attivamente impegnato nella conduzione del gommone e nel controllo dei migranti a bordo. Secondo quanto riferisce la Questura di Taranto “anche durante le fasi di salvataggio il presunto scafista, era stato visto dare disposizioni e calmare, con modi autorevoli e perentori i migranti che, durante l’avvicinamento alla Sea Watch 3, presi dall’euforia, si erano mossi in modo tale da mettere in serio pericolo la stabilità del gommone, già in precarie condizioni per il suo eccessivo carico”.

Le successive fasi dell’indagine, condotte anche attraverso l’ascolto di alcuni dei presenti sul gommone, hanno permesso di acquisire altri indizi sul coinvolgimento del giovane gambiano. Gli investigatori hanno accertato che il sospettato era parte attiva dell’organizzazione e che in più occasioni, durante la lunga permanenza degli stranieri sbarcati nei “campi di accoglienza” libici era stato visto in compagnia di componenti dell’organizzazione criminale di quel paese . Il giovane è stato anche riconosciuto da alcuni migranti come lo stesso scafista che, in un precedente viaggio, era al timone del gommone, poi fermato dalla polizia del paese nordafricano.

Brevi immagini acquisite dal telefonino del fermato lo ritraggono mentre è intento a maneggiare una grossa mazzetta di denaro, in un ambiente confortevole del tutto diverso dai campi nei quali i migranti vengono rinchiusi in attesa della partenza per l’Europa. Dopo aver raccolto tutti gli elementi utili ad accertare la responsabilità del giovane gambiano, i poliziotti lo hanno sottoposto ad un provvedimento di fermo. Dopo le formalità di rito il 22enne è stato accompagnato nella Casa Circondariale di Taranto.