Sul Pezzo
Soprintendenza a Lecce, il fronte trasversale del NO: Franceschini isola il Pd
Praticamente tutti, o quasi, tranne il Pd. Un fronte compatto, socialmente vario. Trasversale e univoco. Il miracolo del ministro Franceshini è presto spiegato: non è facile nella controversa e dilaniata Taranto riuscire a generare un quadro così eterogeneo dentro una stessa cornice. In questo caso, quella del NO al trasferimento della base centrale della Soprintendenza Archeologica tarantina (il decreto di fatto la trasforma in salentina… Con buona pace della Magna Grecia). Non si tratta di campanilismo. Lo abbiamo spiegato in tutte le lingue, soprattutto nel nostro italiano corrente, senza enfasi. Basta ascoltare docenti, studiosi, dipendenti stesso della Soprintendenza: portare via la cabina di regia significa spogliare gli uffici della propria storia e di una legittimazione che un secolo di lavoro ha garantito alla memoria collettiva nazionale, non solo tarantina o pugliese. Non stiamo parlando dell’anagrafe o di un qualsiasi sportello fiscale. Qui si parla di storia, reperti, archivi, libri, carte passate e presenti. Non è possibile diventare succursale di una giovane centrale (2004). Taranto, con tutti i limiti dati dal Novecento, è al lavoro su se stessa dal 1907. Un patrimonio di conoscenza che merita rispetto. La questione è politica e strategica. Non si tratta di un trasloco, non si tratta di uno spostamento banale. Politica, principio, legittimità, rispetto. La partita muove su queste gambe. Sabato mattina ci sarà una manifestazione in Città Vecchia, nei pressi di San Domenico dove ha sede la Soprintendenza, l’idea sta girando i social e intanto nasce un comitato che ovviamente parteciperà alla manifestazione di sabato, così come è facile intuire che parteciperanno anche spingenti e militanti di forze politiche che a vario titolo è con varie sensibilità stanno urlando il loro NO al decreto Franceschini. Tornando al comitato, è composto da Confcommercio, Confesercenti, Confindustria, Ance, Confcooperative, Confartigianato, Cgil, Confagricoltura, Coldiretti, Cia, CNA, Cgil-Cisl-Uil funzione pubblica, Banca di Taranto, Ordine degli Architetti, degli Ingegneri, degli Avvocati, dei Medici, Italia Nostra, Le Città che Vogliamo, Fondazione Cultura Taranto, L’Altra Taranto, Istituto Paisiello. Con Gianni Liviano, ex assessore regionale alla Cultura, si sono riuniti nel Chiostro San Michele e hanno proposto di dare vita, come primi aderenti, a ‘Taranto per la Soprintendenza’. ‘Le adesione sono aperte a tutti coloro che condividono l’obiettivo di far rimanere la soprintendenza a Taranto’ fanno sapere. Anche la Diocesi è della partita. La Ringhiera per prima ha raccolto il grido di dolore lanciato la scorsa settimana dal professor Pierò Massafra. Noi restiamo in campo continuando ad informare e a supportare questa pagina di tutela civile, politica e cultura della memoria tarantina. E del suo futuro accademico e turistico, perché no.