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La memoria va coltivata tutti i giorni

Pubblicato | da Angelo Di Leo

Il genocidio può avere mille forme, toni e sfumature diversi, mille colori. Anche i tempi possono variare a seconda dei modi. C’è stato lo sterminio degli ebrei, la cui memoria ricorre oggi. C’è stata la tragedia degli italiani uccisi nelle foibe dai titini, ci sono le più recenti atrocità slave, le tragedie immani delle guerre civili africane, la questione curda, l’esodo drammatico (e spesso tragico) di chi annega la speranza di vita nel Mediterraneo. Ci sono le occupazioni di territori altrui (Palestina), i nuovi muri (Ungheria) i nuovi deliri del terrore  (Isis). E poi l’economia mondiale che mette in conto la morte, il dolore, tutti i giorni. E qui il genocidio è lento, costante, impalpabile. Lo vogliamo ribadire oggi mentre il mondo giustamente rinnova la condanna del nazismo e delle sue perversioni. Esistono genocidi taciuti per troppo tempo. Anche la morte può avere sfumature diverse. La Memoria si coltiva ogni giorno. Ovunque. (Immagine prodotta dal comitato Liberi e Pensanti nel 2015)