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Maxi blitz antidroga sull’asse Taranto-Albania

Pubblicato | da Redazione

Tre italiani e nove albanesi sono stati arrestati dalla Guardia di Finanza di Taranto su ordine del gip di Lecce a seguito delle indagini avviate dalla Direzione Distrettuale Antimafia salentina.

https://www.youtube.com/watch?v=pZ4hQdalXLI

L’inchiesta che  ha consentito di individuare “tre associazioni criminali costituite da persone di origine italiana ed albanese, dedite all’importazione dall’Albania e dall’Olanda di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, eroina, hashish e marijuana, che venivano introdotti sul territorio pugliese per poi essere immessi sul mercato illegale delle province di Brindisi, Lecce e Taranto” hanno spiegato stamattina i vertici della Gdf ionica, nella sede del comando provinciale.

Gdf Taranto, 18 dicembre 2019 (foto gentilmente concessa da Massimo Todaro)

L’operazione ha tratto le mosse da una perquisizione eseguita dai militari, a seguito della quale furono rinvenuti e sottoposti a sequestro armi, munizioni ed un lampeggiante blu in dotazione alle forze di polizia. Le armi risultavano inoltre classificabili “da guerra”, alterate per potenziarne la capacità offensiva, di immediato utilizzo e con matricola abrasa.

Le indagini hanno rivelato  “fitti rapporti tra pregiudicati albanesi e italiani gravitanti nell’orbita di esponenti della criminalità locale egemoni nei quartieri TAMBURI, PAOLO VI e SALINELLA di Taranto. Le attività svolte hanno consentito di acquisire un considerevole quadro probatorio che ha puntualmente delineato la composizione e la struttura gerarchica delle organizzazioni indagate che si sono distinte per la particolare cautela nella gestione dei loro traffici illeciti tanto da rendere particolarmente ostica la loro identificazione. Infatti – hanno spiegato dalla Finanza  di Taranto –  i malavitosi facevano ricorso per comunicare tra di loro, a nickname che cambiavano di volta in volta. La forte connotazione criminale è rappresentata anche dall’alto livello logistico di cui l’associazione disponeva. Dalle comunicazioni intercorse tra i sodali, si è appreso che gli stessi potevano disporre di luoghi di raffinazione per il taglio di cocaina ed eroina, e per lo stoccaggio della marjuana”. Inoltre, “la propensione a delinquere è stata, inoltre, resa ancor più evidente da alcune scelte spregiudicate adottate nel periodo in cui i soggetti sono stati sottoposti a monitoraggio.  Di particolare evidenza è la circostanza, emersa nel corso delle indagini, che una delle organizzazioni criminali in trattazione aveva addirittura organizzato una “rapina” di un carico di circa 40 chilogrammi di cocaina che sarebbe dovuto arrivare nella città di Taranto a cura di un altro sodalizio. Le modalità prevedevano la simulazione di un falso posto di controllo di polizia, l’utilizzo di armi di elevata potenzialità offensiva, lampeggianti e divise artefatte. Progetto non andato a buon fine solo perché il carico non è mai arrivato in Italia”. le indagini si sono avvalse dei dispositivi aeronavali del ROAN di Bari e del GAN di Taranto. Sono stati sequestrati complessivamente, in diverse operazioni di servizio, 5 tonnellate di marjuana, 15 chilogrammi di eroina, 2 chilogrammi di cocaina e 1 chilogrammo di hashish, nonché 2 gommoni, 3 autovetture, 2 pistole con matricola abrasa e diverse centinaia di proiettili.

Nove persone, nel corso delle indagini, sono state “arrestate in flagranza di reato per trasporto e allo spaccio delle sostanze stupefacenti e alla detenzione di armi. I reati contestati sono quelli di associazione per delinquere finalizzata al traffico transnazionale ed alla detenzione illecita di sostanze stupefacenti, detenzione abusiva ed alterazione di armi da sparo.