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Palazzo Uffici, il cantiere dei cantieri

Pubblicato | da Angelo Di Leo

Tre anni fa scrivemmo di un triangolo della vergogna nel pieno centro del cuore di Taranto. Stamani è stata data la primissima mano di scolorina sul vertice alto di quel triangolo. Gli altri due (Fusco e ed ex Banco Napoli) sono stati già cancellati e da angoli bui… si sono trasformati in luoghi di quotidiana socialità.

La riapertura di Palazzo degli Uffici, che a quanto pare si chiamerà Palazzo Archita, è senza dubbio la carta che Taranto dovrà giocarsi bene per rilanciarsi sul tavolo urbanistico e sociale.  Al termine di una vera e propria odissea burocratica, quel palazzo da oggi è di nuovo un cantiere operoso che guarda a domani. Non è solo una questione di lavori pubblici. Quello che si riapre oggi (non è la prima riapertura, dunque chi ci crede faccia gli scongiuri che vuole) è un cantiere che ne contiene altri, immateriali e di valore inestimabile: la cultura, ad esempio, e il suo riposizionamento saldo al centro del centro della città. A due passi dal ponte girevole, dai due mari e dall’arsenale… è la città umbertina che bussa per tornare protagonista. 

 

Si tratta da oggi (anche se gli operai sono in zona da alcune settimane)  di riprendere alcune opere strutturali interrotte, ad esempio i solai la  nuova copertura. Poi, sarà il turno delle  facciate interne ed esterne. Infine,  Cis permettendo, ovvero il finanziamento governativo di 20 milioni, i lavori riguarderanno opere interne, impiantistica, ascensori e cupole in cristallo. Il Comune ha intanto contratto un mutuo di 11 milioni.


Stamane, con le autorità politiche e militari sindaco in testa), c’erano ovviamente il dirigente dei Lavori Pubblici,  Cosimo Netti, che in 24 mesi i tempi dei lavori. Il primo lotto richiede 270 giorni di lavoro. A Palazzo degli Uffici troveranno posto il liceo Archita, una piastra commerciale, uffici pubblici e un’area che potrebbe ospitare  alcune collezioni del MarTA.