Sul Pezzo
Battista: quel pasticcio all’italiana su Afo/2
Una storia tutta italiana, anzi tarantina. E’ quella che racconta il consigliere comunale indipendente Massimo Battista e che riguarda ArcelorMittal, Afo/2, la gestione commissariale e, ovviamente, il Governo. Anzi, soprattutto il ministro allo Sviluppo economico Luigi Di Maio. “Nella campagna elettorale del 2017 – scrive Battista in un documento inviato alla stampa – il Movimento 5 stelle ha fatto il pieno dei voti a Taranto, con circa il 46%, parlava di riconversione, di bonifica, per le vie cittadine di Taranto. Poi tutto è cambiato, il modo, il metodo, la condivisione con la base, arrivando a definire lo stabilimento di Taranto strategico per il paese. Infatti il 06 Settembre 2018 al Mise con le parti sociali e Mittal si è chiuso il miglior accordo possibile secondo Di Maio salvaguardando i lavoratori e i cittadini di Taranto”.
Battista passa, poi ai giorni nostri. “I Commissari Straordinari di Ilva in amministrazione straordinaria, hanno presentato alla Procura di Taranto l’istanza per poter ottenere l’ok ad effettuare i lavori di adeguamento di sicurezza all’altoforno 2. Solo per dovere di cronaca l’Istanza é stata presentata dalla struttura commissariale perché ancora proprietaria degli impianti, visto che ArcelorMittal Italia li gestisce in fitto biennale”.
E qui la prima anomalia rilevata dal consigliere comunale di Taranto: “Strano che in un paese come il nostro si possa garantire ad una multinazionale di gestire gli impianti traendo benefici, salvo poi aspettare che sia la gestione commissariale a togliere le castagne dal fuoco. Infatti è bene ricordare che dopo la morte di Morricela, nel 2015, ci fu il sequestro di afo/2 e che la facoltà d’uso fu garantita dell’ennesimo decreto, il 4 Luglio 2015, che poi fu giudicato incostituzionale dalla Corte Costituzionale”.
“La domanda nasce spontanea – prosegue Battista – perché l’ istanza presentata dai commissari straordinari alla Procura per ottemperare alle 7 prescrizioni imposte dalla Procura, del lontano 2015, ed evitare lo spegnimento dell’afo/2 sono a carico di noi contribuenti e non del Colosso Franco/indiano visto che la gestione degli impianti e la produzione attuale è a carico di Mittal? Quindi solo per essere chiari dal 2015 al 2019 non è stato fatto assolutamente nulla all’Afo/2, quindi si è continuato a produrre abusivamente nonostante le prescrizioni e con un impianto non a norma, ma in marcia solo per decreto grazie a tutti i governi che si sono succeduti in questi anni”.
Secondo il piano industriale di Arcelor/Mittal, spiega Battista, “afo/2 dovrebbe essere spento definitivamente dopo il revamping di Afo/5 nel 2023, progetto che nonostante gli annunci ancora non ha date e tempi. L’azienda continua a galleggiare con il consenso di tutti, nessuno escluso. Il quadro è chiaro Mittal andrà via con buona pace di tutti, anche gli stolti se ne sarebbero accorti ma questo Governo, continua a giocare sulla pelle dei lavoratori e dei cittadini di Taranto”.