Piani Alti
Clima teso al vertice da Di Maio
Clima teso al Ministero dello Sviluppo economico. La vicenda ex Ilva si fa sempre più complessa. Ai già impegnativi fronti legati alla cassa integrazione e al cosiddetto “scudo penale” per i gestori degli impianti, si è aggiunto il tema della sicurezza sul lavoro a seguito della morte dell’operaio gruista Cosimo Massaro. Sono numerosi, quindi, i capitoli nell’agenda del ministro allo Sviluppo Economico che oggi ha nuovamente incontrato sindacati, vertici di ArcelorMittal Italia e commissari di Ilva in amministrazione straordinaria.
“Riunione interlocutoria” dice ai giornalisti il segretario della Fim Cisl Marco Bentivogli a trattativa ancora in corso. “Abbiamo evidenziato all’azienda – aggiunge – che l’impianto su cui è morto il povero Cosimo era già stato oggetto di segnalazioni da parte dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. L’ex commissario straordinario Bondi aveva parlato di un impianto con scarsa manutenzione e con alcune aree obsolescenti che possono creare gravi rischi ai lavoratori”.
Sul capitolo cassa integrazione, posizioni pressochè invariate. Solo qualche tiepida, ma insufficiente apertura. “Abbiamo chiesto all’azienda – spiega Bentivogli – di utilizzare eventuali eccedenze di personale derivanti da cali produttivi per le manutenzioni degli impianti che è estremamente necessaria”.
In una dichiarazione ripresa dalle agenzie, il vicepremier Di Maio dice che “nessuno vuole chiudere l’azienda ma ci sono un morto e un sequestro della magistratura, non si possono accusare governo e sindacati per questo”. Il clima, quindi, resta teso. Indiscrezioni riferiscono la preoccupazione dell’Ad di ArcelorMittal Italia Matthieu Jehl sul clima nei confronti del Gruppo siderurgico.