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Taranto, il Duomo con l’antifurto

Pubblicato | da Angelo Di Leo

Certamente non leggeremo mai ‘attenti al cane’ ma sino a qualche anno fa mai avremmo letto ‘chiesa chiusa, allarme arrivato’. Ad ogni modo, non va considerato il segno dei tempi visto che proprio a San Cataldo, duomo di Taranto che dá il nome alla via principale dell’Isola, più di trenta anni qualcuno si portò via  la statua d’argento che raffigurava il protettore irlandese dei due mari.

Il cartello che annuncia l’allarme inserito viene posto all’ora di pranzo, tra digestione e pennichella per la precisione. Il Duomo è un bene prezioso, e probabilmente contiene altri beni preziosi, ma quel cartello apre inevitabilmente molteplici scenari plausibili. Da qualsiasi angolazione lo si legga, questo avviso, ci sarebbe poco da ridere e tanto da rifletterci su. Un parroco che sente il dovere di custodire il patrimonio  che  la Curi gli ha temporaneamente affidato,  un contesto che probabilmente non lascia serene nemmeno le anime pie, un via vai da arginare tra vicoli e postierle troppe volte labirinto di smercio,  un’epoca (più in generale) dove anche la Chiesa funziona come un ufficio e dunque si dá orari di accesso al pubblico e regole di sicurezza da osservare. Insomma, attenti al cane forse non lo leggeremo mai… ma poco ci manca.