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Revisione Aia per ArcelorMittal, i sindacati chiedono più sicurezza

Pubblicato | da Redazione

Anche i sindacati dei metalmeccanici guardano con attenzione alla revisione dell’Aia (Autorizzazione integrata ambientale) per lo stabilimento siderurgico ArcelorMittal Italia di Taranto. Il provvedimento è stato annunciato dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa, su richiesta del sindaco Rinaldo Melucci. Ecco le posizioni di Fim, Fiom, Uilm.

FIOM CGIL – Francesca Re David: “Il ministro dell’Ambiente ha emanato un provvedimento di riesame dell’Autorizzazione di impatto ambientale (Aia) in riferimento alle emissioni dello stabilimento ex Ilva, ora ArcelorMittal, di Taranto. Un restringimento delle norme ambientali non solo rispecchia il sentimento di una buona parte dei cittadini di Taranto ma è del tutto in linea con le richieste che la Fiom ha sempre avanzato in questi anni e che hanno portato a risultati nella trattativa per il passaggio da Ilva ad ArcelorMittal. La Fiom continua a rivendicare, inoltre, l’urgenza della valutazione preventiva di impatto sanitario. Da una parte è necessaria una verifica continua dell’attuazione del piano industriale e del risanamento ambientale, e dall’altra occorre avviare le bonifiche, che sono in capo all’amministrazione straordinaria, e che non sono ancora partite.
Un grande gruppo siderurgico come ArcelorMittal deve saper sviluppare la più innovativa tecnologia per dare seguito al piano ambientale. Punto sul quale come Fiom continueremo a fare la nostra parte anche alla luce di queste eventuali nuove limitazioni. Nel prossimo incontro fissato per il prossimo 10 giugno approfondiremo anche il tema ambientale insieme a quelli che riguardano produzione e occupazione”.

UILM UIL – “E’ tema di questi giorni la nota del 21 maggio scorso, indirizzata dal sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, alla Direzione generale per le autorizzazioni ambientali del Ministero dell’ambiente, attraverso la quale il Comune di Taranto ha formalmente richiesto il riesame rispetto al piano ambientale di cui al Dpcm del 29.09.2017 per lo stabilimento ArcelorMittal di Taranto. A fondamento della richiesta, c’è la Vds (Valutazione Danno Sanitario) su dati relativi a dicembre 2018 e trasmessi il 12 febbraio scorso da Arpa Puglia, Ares Puglia e Asl ed il completamento dello studio Sentieri da parte dell’Istituto superiore della sanità. Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, in occasione dell’audizione in Commissione ambiente alla Camera, ha di riflesso annunciato con un proprio decreto (n.188 del 27/05/2019), l’accoglimento delle motivazioni, disponendo il riesame ai sensi dell’art. 29 quarter comma 7, del D. lgs. dell’Aia, di cui al Dpcm del 29.09.2019.
La Uilm Taranto condivide tutto ciò che è stato annunciato, poiché molto di questo appartiene alle richieste della piattaforma dello stesso sindacato, presentata, discussa ed approvata nelle assemblee dai lavoratori: dalle ragioni relative alla valutazione del danno sanitario all’emanazione, auspichiamo, di una legge speciale per Taranto che contenga al suo interno anche una sanità migliore e soprattutto accessibile a tutti e provvedimenti speciali sul tema amianto. Sulla scorta di quanto si sta determinando e soprattutto quanto via via andrà a determinarsi, resta fondamentale vigilare con estrema attenzione su tutto, poiché è sicuramente utile introdurre ulteriori provvedimenti e norme di legge solo se tesi a migliorare materialmente quanto fatto sinora ed abbreviare l’avviato processo di risanamento ambientale interno ed esterno alla fabbrica.
Qualsiasi provvedimento legislativo che il Governo riterrà utile adottare, oltre che teso a migliorare le tutele a salvaguardia della salute, dell’ambiente e dell’occupazione, dovrà fare tutto ciò che di meglio si possa fare in termini di tutela della vita e deve essere fatto nella consapevolezza che a questo punto è necessario, per la Uilm, il massimo sforzo da parte di tutti i soggetti responsabili affinché l’iter delle autorizzazioni, dell’emanazione e recepimento delle nuove norme, non produca un pericolosissimo stallo del già faticoso e complesso percorso di ambientalizzazione già avviato a valle dell’accordo del 6 settembre 2018. Non è neppure lontanamente immaginabile una possibile battuta d’arresto del processo di bonifica, perché ciò farebbe inevitabilmente precipitare ancor di più nell’incertezza di quanto finora fatto a salvaguardia della tutela della salute, salvaguardia per l’ambiente e dell’occupazione. La Uilm seguirà con estrema attenzione l’iter avviato di revisione dell’Aia, nel delicatissimo momento per Taranto e per lo stabilimento, nella pretesa che è giunto il momento di acquisire certezze e non più sperimentazioni. La parola d’ordine è fare presto e bene”.

FIM CISL – “La salute dei cittadini è un bene da tutelare sempre”. Così il segretario generale aggiunto
della Fim Cisl Taranto Brindisi, Biagio Prisciano nel commentare la notizia relativa alla riapertura
dell’Aia da parte del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, su istanza del primo cittadino di
Taranto. “Siamo in ritardo con l’attuale Aia. Siamo in presenza – aggiunge Prisciano – di alcune
tecnologie obsolete che necessitano di essere adeguate quanto prima e di un sistema tecnologico di
filtri da cambiare quanto prima. C’è un Piano Ambientale (e Industriale) da rispettare, già avviato a
valle dell’accordo del 6 settembre 2018, che noi valorizziamo e rivendichiamo con fermezza che fu
già arricchito – lo ricordiamo – degli addendum dell’attuale Governo. Se il tutto è finalizzato a
migliorare ed accelerare le operazioni di ambientalizzazione e messa in sicurezza degli impianti,
questo sicuramente può rappresentare un bene per tutti, anche perché la salute dei cittadini va
tutelata in ogni momento e non solo in fase di campagna elettorale”.
Per la Fim Cisl i riflettori su Taranto devono assolutamente rimanere sempre accessi. “La salute, l’ambiente e il lavoro devono viaggiare insieme verso un’unica direzione, ossia verso la salvaguardia di tutti i diritti. Per poter raggiungere tali obiettivi – incalza Prisciano – è necessario mantenere un’unità d’intenti tra tutti i soggetti interessati all’auspicato processo di ecosostenibilità. A quasi un anno dalla sigla dell’accordo al Mise, con cui si è definito il passaggio dell’Ilva in amministrazione straordinaria al gruppo Arcelor Mittal Italia, ci spiace rilevare la situazione di rallentamento con cui procedono le operazioni di bonifica nell’ex Ilva in capo ai Commissari e quindi al Governo. Poco di serio si è fatto in questi mesi, se non operazioni di
“facciata” all’esterno dello stabilimento”.
C’è poi un gap di assistenza sociosanitaria da colmare. “Taranto è una città in sofferenza, anche per un sistema sanitario inadeguato che necessita con urgenza di essere potenziato, attraverso l’attivazione di servizi annunciati da tempo, ma che, purtroppo, ancora oggi rimangono sulla carta. La provincia di Taranto e i suoi abitanti attendono da diversi anni nuove disposizioni in tema di tutela della salute: pur in presenza di una mappatura in materia di amianto, ancora si è fermi ai benefici previdenziali concessi fino al 2003, nonostante su più fronti abbiamo sollecitato l’intervento su più fronti presso l’istituti competenti, anche attraverso azioni di mobilitazione. Pertanto, non possiamo che accogliere positivamente quanto appreso certi dell’impegno, che tutti gli attori riusciranno a mettere in campo – conclude Biagio Prisciano – per
garantire adeguate condizioni di vita ai cittadini di Taranto ed ai lavoratori”.