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Patto per Taranto, ma la riunione è top secret

Pubblicato | da Michele Tursi

E’ in corso negli uffici della Provincia di Taranto la riunione dei nove consiglieri regionali della provincia ionica. L’incontro è stato pubblicizzato persino con una nota dell’ufficio stampa del Consiglio regionale ed è stato presentato come l’occasione per discutere dei numerosi problemi del nostro territorio e per approdare, finalmente, ad una linea unitaria per perorare in maniera efficace le rivendicazioni dell’area ionica.

Il cosiddetto “Patto per Taranto” è diventato, però, un affare privato di nove consiglieri regionali secondo i quali una simile discussione non deve avvenire nella massima trasparenza e cioè alla presenza della stampa. Nell’era dello streming dei 5 stelle, del Freedom of information act e della comunicazione via tweet di Renzi, c’è ancora chi pensa di gestire i rapporti con la stampa e quindi con l’opinione pubblica, con le veline come si faceva nella più becera prima repubblica.

Giornalisti e operatori, dopo aver fatto foto e qualche rapida immagine della riunione, sono stati fatti accomodare fuori. E nessuno dei presenti ha avuto da ridire su quanto deciso dal consigliere regionale Michele Mazzarano (Pd). Erano presenti Cosimo Borracino (Noi a sinistra per la Puglia), Francesca Franzoso (Forza Italia), Marco Galante (Movimento 5 stelle), Gianni Liviano (Emiliano sindaco di Puglia), Luigi Morgante (Movimento Schiuttulli), Donato Pentassuglia (Pd), Renato Perrini (conservatori e riformisti), Giuseppe Turco (la Puglia con Emiliano).

Se i consiglieri avessero voluto fare un incontro riservato avrebbero dovuto evitare di pubblicizzarlo e si sarebbero potuti riunire in Consiglio regionale e solo dopo rendere pubbliche eventuali decisioni. Convocare pubblicamente un incontro a Taranto ed impedire alla stampa di assistervi, ci sembra un atteggiamento poco democratico e rispettoso del diritto di informare l’opinione pubblica e che, inevitabilmente, genera sospetti.