Sul Pezzo
Il Vittorio Veneto sarà demolito dai turchi, c’era una volta l’idea del museo
Il museo era la speranza, l’amianto la sua croce, la demolizione il suo destino. Non sarà un museo della Marina Militare, magari da ancorare a Taranto (dimora storica dell’incrociatore) e non sarà nemmeno demolito in sicurezza da maestranze italiane.
Si chiude così l’appendice di una lunga e travagliata storia. Dopo il suo pensionamento, avvenuto nel 2006, il Vittorio Veneto è rimasto nella stazione Cacciatorpediniere del Mar Piccolo di Taranto, frequentato dai topi e legato alle bitte da robuste cime che a breve saranno tagliate. La Difesa ha infatti chiuso la procedura di vendita dell’incrociatore e dell’ex Fregata Granatiere (anch’essa a Taranto e piena d’amianto). L’obiettivo non è il loro riuso ma la demolizione obbligatoria e il possibile riciclo sicuro e compatibile con l’ambiente dei rottami derivanti.
L’appalto è stato aggiudicato, al termine di una gara che ha registrato sette partecipanti, alla SIMSEKLER che ha rilevato le navi, per demolirle, alla cifra di 3.382.000,00 euro.