Salute
Inquinamento a Taranto, la Regione… non chiarisce
L’aumento dell’inquinamento a Taranto è stata al centro delle audizioni (richieste dai consiglieri regionali Liviano, Pentassuglia, Amati, Blasi, Cera e Mennea) che hanno avuto luogo nella V commissione presieduta da Mauro Vizzino. Sono intervenuti i rappresentanti dell’Arpa e dell’Asl di Taranto.
Tre i punti oggetto di esame: capire se le collinette ecologiche precedentemente poste sotto sequestro determinano pericoli per la salute umana, se risultano aumentati la diossina e gli Ipa (Idrocarburi policiclici aromatici) e se sono stati superati i livelli previsti dalla normativa vigente. “Per quanto riguarda le cosiddette colline ecologiche – si legge in una nota stampa della Regione Puglia – gli interventi hanno confermato che sono composte con materiale eterogeneo inidoneo in ambito residenziale. E’ stata riscontrata la presenza di diversi contaminanti, tant’è che il sindaco del Comune di Taranto ha provveduto nei giorni scorsi, in via cautelativa, al trasferimento degli scolari delle due scuole che insistono nella zona in altri plessi scolastici del quartiere Tamburi. Per capire se vi sono pericoli per la salute sarà necessario attendere l’esito dei nuovi accertamenti ordinati dal Comune di Taranto”.
In ordine all’incidenza degli Ipa, è stato ribadito che non esiste una normativa che fissa valori di riferimento. “I dati resi noti nei giorni scorsi da un’associazione ambientalista – continua la nota stampa – fanno riferimento a una centralina posizionata all’interno della cokeria ed andrebbero. E stato precisato che il dato andrebbe confrontato con la serie storica e che l’incremento non è stato riscontrato nelle aree esterne. Il parametro cui occorre fare riferimento, comunque, è quello dello benzoapirene (secondo la classificazione fissata dall’Organizzazione mondiale della sanità). A fronte di un valore medio codificato di 1, i valori rilevati nel triennio 2016-2018 sono risultati abbondantemente al di sotto. Il Direttore del Dipartimento Ambiente della Regione Barbara Valenzano ha espresso la necessità di una distribuzione delle centraline di rilevamento più articolata per avere la garanzia di un monitoraggio più organico. L’Arpa ha espresso disponibilità al riposizionamento delle postazioni”.
Luigi Morgante (Area Popolare) – “L’audizione non ha permesso di avere una piena contezza e fare chiarezza sulla reale dimensione e quantificazione dell’impatto dell’inquinamento ambientale sulla salute delle persone nel capoluogo ionico in generale e nell’area adiacente lo stabilimento ormai ex Ilva (oggi di proprietà Arcelor Mittal) in particolare, anche se la ricaduta e la correlazione negative appaiono evidenti e purtroppo scontate. Ma ha evidenziato ancora una volta, dopo le ordinanze del sindaco di chiusura delle scuole in giornate particolarmente ventose e quindi pericolose, le fondate preoccupazione dei residenti al quartiere Tamburi per i loro bambini e per se stessi, come l’attuale Governo nazionale sia chiamato al rispetto degli impegni assunti in campagna elettorale, e all’adozione di un piano straordinario per Taranto e per le aree maggiormente esposte all’inquinamento. Un piano che appare doveroso non solo per coerenza, e che vada ben oltre le risorse stanziate e annunciate, perché i dati ufficiali non potranno che confermare un quadro drammatico e che necessita di politiche e interventi radicalmente differenti e in netta discontinuità con il passato, remoto e recente”.
Gianni Liviano (Misto), Donato Pentassuglia (Pd), Fabiano Amati (Pd), Sergio Blasi (Pd), Napoleone Cera (Popolari), Ruggiero Mennea (Pd) – “Oggi abbiamo scoperto che, non essendo stata fatta la caratterizzazione ambientale delle collinette ecologiche (quelle vicino alle scuole del rione Tamburi chiuse con ordinanza del sindaco di Taranto) non è ancora stata fatta l’analisi dei rischi. Per cui, in assenza della caratterizzazione, e quindi dell’analisi dei rischi, non si può esprimere un parere scientifico dell’incidenza degli inquinanti derivanti dalle collinette, sulla salute delle persone. Abbiamo gratitudine e apprezzamento verso il lavoro di Arpa e Asl sul territorio di Taranto ma ci permettiamo di chiedere un ulteriore sforzo perché la politica, quella che volesse affrontare con responsabilità le problematiche della città di Taranto, si nutre solo di dati scientifici provati”.
Francesca Franzoso (Forza Italia) – “I dati forniti oggi in commissione da Arpa e Asl sono una buona notizia per la città. Non si registrano, stando alle autorità scientifiche, valori di inquinanti oltre la soglia prevista dalla normativa ambientale. In merito agli Ipa, su cui non esiste un valore di riferimento normativo come spiegato dal direttore del dipartimento di prevenzione dell’Asl, i livelli di benzopirene sono risultati dieci volte inferiori ai valori soglia consigliati dall’Oms. Il monitoraggio dell’aria in città non ha rilevato alcuna criticità. Ed il sistema delle centraline può contare, stando ai responsabili dell’Agenzia, su una rete efficiente predisposta e studiata su base modellistica ottimale. Sulle collinette ecologiche l’Asl si è riservata il giudizio sull’analisi di rischio sanitario a valle delle opere di caratterizzazione dell’area. Sulla scorta di queste evidenze scientifiche, che dovrebbero essere la stella polare in tema di politiche ambientali e sanitarie, conclude Franzoso, rientra dunque l’allarme lanciato in città”.
Marco Galante, Cristian Casili e Antonio Trevisi (M5S) – “Le audizioni non hanno purtroppo detto nulla che non si sapesse da almeno 30 anni. Arpa ha confermato l’inquinamento presente nel sottosuolo delle collinette ecologiche sottolineando come si tratti di un problema già denunciato diverse volte negli ultimi anni e mai affrontato anzi completamente ignorato dai governi precedenti. Asl dal canto suo ha detto poco affermando di non poter confermare scientificamente che da tale danno ambientale derivi un danno sanitario fino a quando non verrà effettuata una caratterizzazione è un’analisi del rischio che non è stata ancora effettuata per ragioni che sfuggono.
Insomma posizioni che confliggono con gli allarmismi emersi in questi ultimi giorni e che forse servivano più ad alimentare le solite speculazioni politiche di qualcuno (a cominciare da Emiliano che però non si fa problemi ad accumulare in quella città tonnellate di rifiuti) come se a Taranto non ci fossero già abbastanza problemi seri e drammatici. Problemi che possono essere affrontati e che si stanno affrontando in un solo modo: con un lavoro serio e costante nella direzione di un processo che parta dalla tutela della salute dei cittadini esigendo il rispetto del cronoprogramma delle prescrizioni presenti nel piano ambientale con l’addendum imposto dal ministro Di Maio ad Arcelor Mittal e che, contestualmente, preveda un lavoro di riqualificazione dell’area che sia oltre che economica e produttiva anche sociale e culturale. Ed è esattamente ciò che abbiamo iniziato a fare in questi mesi senza la pretesa assurda di poter cambiare una situazione talmente grave da un giorno all’altro”.