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“Inquinamento, il Governo ascolti Taranto”

Pubblicato | da Redazione

“Il governo, attraverso il Ministero dell’Ambiente, convochi subito una conferenza di servizi per aprire una nuova stagione di ascolto e di dialogo con la comunità tarantina. In occasione dell’ultima autorizzazione integrata ambientale,  è stato di fatto impedito un confronto di merito sul piano ambientale presentato da Arcelor Mittal”.

La richiesta arriva da Giuseppe Romano e Francesco Brigati della segreteria della Fiom Cgil di Taranto. I metalmeccanici della Cgil auspicano anche che “il governo prenda seriamente in considerazione la possibilità di rimuovere l’immunità penale nei confronti di Arcelor Mittal”.

Secondo la Fiom e la Cgil di Taranto è fondamentale “rendere vincolante il piano ambientale alle risultanze delle Valutazione di impatto sanitario preventiva, al fine di analizzare nell’immediato eventuali criticità ed apportare le necessarie modifiche al piano ambientale.  I dati divulgati da Arpa in questi giorni hanno evidenziato un incremento dei valori di emissione di sostanze inquinanti rispetto al 2018 che, seppur dentro i parametri previsti dalla legge, ha generato una grande mobilitazione di piazza da parte delle mamme del quartiere Tamburi, stanche di dover subire un inquinamento industriale senza una reale prospettiva di riconversione della produzione”.

La Fiom Cgil imputa tale situazione all’aumento della produzione. “Si è infatti passati – scrivono in una nota stampa Romano e Brigati – da 12mila tonnellate giornaliere di Ilva in AS a 13/14mila tonnellate nella gestione di Mittal, dovuto soprattutto all’arrivo di materie prime e da una mancata programmazione di manutenzione straordinaria necessaria ad evitare emissioni diffuse e fuggitive”.

“All’interno delle nostre osservazioni in merito all’Autorizzazione Integrata Ambientale presentata da Mittal – aggiunge la Fiom – abbiamo sostenuto che l’attuale ciclo produttivo deve subire una radicale trasformazione introducendo il sistema ibrido con l’utilizzo del preridotto e dei forni elettrici che di fatto andrebbe ad eliminare una parte delle cokerie e dell’aglomerato con una drastica riduzione delle emissioni inquinanti come il benzopirene e la diossina. È giunto il tempo di dare risposte certe ad un territorio stanco di subire decreti e continui rinvii sul processo di risanamento ambientale e di bonifiche. La VIIAS sia l’elemento di congiunzione tra i lavoratori e la città per cambiare radicalmente quella fabbrica”.