Piani Alti
Taranto, elezione all’Ordine: avvocati contro
Corsa a tre per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Taranto. Le operazioni di voto si terranno i prossimi 17, 18 e 19 gennaio, dalle 9 alle 13,30. A mezzogiorno del 3 gennaio 2019 sono scaduti i termini per le candidature.
A contendersi la carica di presidente dell’Ordine sono gli avvocati Fedele Moretti, Mirella Casiello e Egidio Albanese. Quest’ultimo, già presidente degli avvocati di Taranto dal ’98 al ’03, è stato l’ultimo a presentare la candidatura annunciata anche con un post sulla pagina Facebook, ed è anche l’unico dei tre a non avere una lista ufficiale di appoggio.
Un’elezione che si annuncia molto combattuta. Non solo in termini prettamente elettorali. La battaglia si gioca soprattutto sul piano giuridico-amministrativo per effetto di una sentenza della Cassazione (3278/2018) che si è pronunciata in merito all’ineleggibilità dei candidati che hanno già svolto due mandati consecutivi. Un pronunciamento che potrebbe mettere fuori gioco alcuni competitor.

E’ questo uno degli argomenti su cui fa leva Mirella Casiello che si dice “nauseata dal comportamento di professionisti che dovrebbero, invece, essere riferimento per i cittadini. La città ci guarda – scrive in un post sulla sua pagina Facebook – la città fa riferimento a noi come classe dirigente. I cittadini si rivolgono a noi per dirimere questioni. Ai cittadini siamo abituati a spiegare il valore delle norme e l’obbligo di rispettare i principi di Diritto esplicitati nelle sentenze. Chi intenderà forzare le regole senza remore e solo per salvare una poltrona (confidando sui tempi della Giustizia), esporrà la nostra Professione ad amare considerazioni. Le Leggi e le sentenze si rispettano. Noi le rispetteremo. La città e la Provincia ionica saranno testimoni dell’etica di ognuno”.
A sostegno dell’avvocato Casiello scendono in campo Daniela Bottazzo, Giovanna Ursoleo, Serena Gentile, Giovanni Albano, Angelo Lattarulo, Francesco D’Errico, Filippo Lerario, Paolo D’Arcangelo, Salvatore Di Fonzo, Giuseppe De Sario, Paolo Vinci, Fabrizio Todaro. “Si tratta – aggiunge – di colleghi con 20/25 anni di professione alle spalle, per cui ritengo poco elegante che a professionisti chiamati ogni giorno a confrontarsi con questioni delicate e complesse, venga detto di non essere in grado di gestire il nostro Ordine”.

A chi si riferisce? Forse ad Egidio Albanese che sui social parla di “inesperienza dei nuovi candidati“. Ecco quanto pubblicato sulla sua pagina Facebook. “Sollecitato da numerosi amici – scrive – ho presentato la mia candidatura per le prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine quadriennio 2019/2022. In questo momento particolarmente delicato per l’Avvocatura ed in special modo per il nostro Ordine ormai privato della guida dell’amico Avv. Enzo di Maggio, con il problema dell’immediata applicazione delle normativa sul doppio mandato così come statuito dalla Cassazione in capo a buona parte dei consiglieri uscenti (ed a un candidato presidente) e dell’inesperienza dei nuovi candidati, ho ritenuto di dover offrire la mia esperienza al servizio dei Colleghi del Foro di Taranto”.
Anche Albanese propone, quindi, la questione del doppio mandato e chiama in causa uno dei candidati presidente. Non lo nomina, ma con tutta probabilità, il riferimento è all’avvocato Fedele Moretti che affronta la questione in un documento inviato alla stampa. “A Taranto, nonché nella totalità dei Fori italiani – scrive – la questione del doppio mandato non venne posta in occasione delle elezioni del 2015, tanto che anche chi oggi si straccia le vesti nel chiedere l’applicazione immediata del principio enunciato dalla Cassazione, all’epoca si candidò senza remora alcuna, pur avendo alle spalle numerosi mandati già espletati. Allo stesso modo non è stata oggetto di discussione nel corso degli anni. Infatti l’interpretazione nel senso ovvio, quello liberale, dal 2012, è rimasta conforme nelle due tornate elettorali, sia quella “regolare” del 2015, sia quella “suppletiva” del 2017. Opinio juris seu necessitatis, anche la consuetudine diventa interpretazione, e per essa, norma giuridica: se la legge intende limitare il diritto politico massimo, quello di elettorato passivo, deve essere esplicita; in mancanza, deve essere interpretata restrittivamente”.

Secondo Moretti “Le sprezzanti ed inaccettabili argomentazioni nelle quali si profonde la Corte appaiono lesive dell’intera classe forense, sospettata di esprimere il proprio voto sulla base di non meglio precisati interessi clientelari, ed ignorano l’esclusivo spirito di servizio che anima necessariamente chi si candida al Consiglio, oltre a costituire un’indebita ingerenza del potere giudiziario che rischia di minacciare e condizionare l’autonomia dell’Avvocatura”. Con l’avv. Moretti scendono in campo Antoniovito Altamura, Luca Andrisani, Romina Axo, Sebastiano Comegna, Adriano De Franco, Paola Donvito, Francesca Fischetti, Rosario Levato, Giuseppe Macrì, Rosario Orlando, Loredana Ruscigno, Antonella Semeraro, Francesco Tacente.
Per completezza d’informazione va detto che alla carica di consigliere dell’Ordine si candidano autonomamente, gli avvocati Vito Fico, Cristina Gigante e Aldo Feola.
In attesa del voto, una giornata che si annuncia ad alta tensione è quella di martedì 8 gennaio. Per quella data, infatti, è previsto il sorteggio della Commissione elettorale che deciderà sulle candidature. Come sarà effettuato? C’è chi chiede che tutto avvenga alla luce del sole, a porte aperte. La decisione compete al presidente uscente, avv. Vincenzo Di Maggio.