Piani Alti
E adesso Palazzo degli Uffici
Taranto sarà ciò che sarà del suo Borgo. E il Borgo sarà inevitabilmente ciò che sarà della sua opera architettonica dominante, il Palazzo degli Uffici.
Da quando l’ultima classe del liceo Archita ultimò il trasloco, allora dato per temporaneo, il cuore del Borgo, un tempo anche tribunale e biblioteca comunale, è rimasto spento. Cantierizzato, scoperchiato, abbandonato, fu eretto paradossalmente a monumento del crac civico. Teatro di roghi ed allagamenti, il pezzo principale del puzzle umbertino è stato vandalizzato dalla burocrazia e dagli eventi.
Il Borgo di Taranto dipende da Palazzo degli Uffici, dunque. Il commercio stesso, i flussi di residenza, il valore degli immobili, tutto è naturalmente legato alla riqualificazione del Palazzo centrale del centro di Taranto. Riaperta l’ex sede del Banco di Napoli, illuminata dalle insegne di uno store di abbigliamento, e rianimato il teatro Fusco, non resta che restituire ai tarantini il cuore della città che alla fine dell’Ottocento si diede un futuro oltre il canale, portando l’asse urbanistico sino al cancello principale dell’Arsenale anche attraverso una delle quattro gallerie umbertine d’Italia (Napoli, Roma, Milano.. e appunto Taranto). Galleria a quattro ingressi.
Il prossimo 11 gennaio nella direzione Lavori pubblici saranno aperte le buste contenenti le offerte per la messa in sicurezza dello stabile. Poi saranno appaltati i lavori di riqualificazione e ripristino. Il cantiere dovrebbe essere riattivato in primavera, entro un paio d’anni Palazzo degli uffici dovrebbe tornare a vivere (la storia di questo appalto). Anche Invimit aveva espresso il proprio interesse. Tornerà a casa l’Archita, gli altri spazi (enormi) saranno utilizzati per ospitare commercio, intrattenimento e cultura. E’ tramontata l’idea (tra le tanti passate da quei ponteggi..) di destinare un’ala del Palazzo ad un hotel a cinque stelle. Menomale.