Cooltura
Noi stiamo con la Gazzetta, il pezzo oggi in edicola
Domani alle 11 ci sarà un flash mob dei giornalisti e dei dipendenti, nei pressi del monumento al Marinaio, a Taranto. La Ringhiera sostiene la battaglia della Gazzetta del Mezzogiorno. Oggi, in edicola, c’è un articolo a firma di Angelo Di Leo e Michele Tursi ai quali la Gazzetta ha chiesto un pezzo che ricordasse il triste precedente del Corriere del Giorno, rivivendo in poche righe gli ultimi nove mesi di settant’anni di storia editoriale tarantina.
Adesso, c’è il rischio che a chiudere sia quello che da 130 anni è il giornale della Puglia e della Basilicata. Non ce lo possiamo permettere, sarebbe l’ennesimo pezzo di Sud che finirebbe drammaticamente in archivio. Ecco l’inizio del pezzo di Angelo Di Leo e Michele Tursi oggi in edicola: “Quando chiude una fabbrica, una scuola, un ospedale, i quotidiani ne scrivono per settimane, talvolta per mesi. Quando chiude un giornale gli si dedica un trafiletto. Al massimo un commosso ricordo. Poi cala il silenzio.
Il silenzio è la cosa più innaturale in una redazione. Niente voci, niente telefoni che squillano. Nessun ticchettio di tastiere o cucchiaini che girano nelle tazzine di caffè. Niente imprecazioni ad alta voce, porte che sbattono, notizie dal telegiornale… Era così quella sera del 29 marzo 2014, più o meno a mezzanotte, al quarto piano di piazza Immacolata. In due, convinti davvero di essere di turno come fosse tutto normale, con il tubo al neon fulminato da mesi sulle nostre teste. Ma normale tutto non era: stavamo per inviare in tipografia l’ultima prima pagina del Corriere del Giorno, l’ultima di una storia cominciata nel 1947. Decidemmo per un titolo che non chiudesse la porta in faccia al futuro…