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Guasto al siderurgico, anche le centraline erano in tilt. I tarantini cosa hanno respirato?

Pubblicato | da Michele Tursi

Cosa hanno respirato i tarantini nella notte tra venerdì e sabato, quando si è verificato il “disservizio elettrico” che ha causato la fermata di tre altoforni nel centro siderurgico? L’Arpa Puglia è stata immediatamente allertata, ma ha potuto fare ben poco. “La rete di monitoraggio all’interno dello stabilimento era fuori servizio”, ci ha detto la dottoressa Marida Spartera di Arpa Puglia.

Perchè i sistemi di rilevamento della qualità dell’aria erano in tilit? Forse a causa dello stesso black out che ha causato l’arresto momentaneo degli impianti? Se così fosse c’è da chiedersi perchè le centraline di controllo nel perimetro della fabbrica non siano dotate di generatori o di altri metodi di auto-alimentazione per assicurarne il funzionamento anche in assenza di corrente elettrica? Diversamente sarebbe utile capire il motivo del mancato funzionamento.

“In ogni caso – ha proseguito la dottoressa Spartera – i nostri tecnici stanno analizzando nel dettaglio i dati delle centraline esterne, quelle che si trovano nel perimetro cittadino. Non abbiamo risultati definitivi e completi, ma da un primo esame sembra che i parametri dei principali inquinanti siano nella norma”.

ArcelorMittal parla di “emissioni visibili dai Bleeders” ma sostiene che “l’evento non ha registrato impatti ambientali significativi”. La notte scorsa, però, dal centro siderurgico si sono dispersi in atmosfera “prevalentemente fumi di combustione – spiega ancora la dottoressa Spartera – ossido di carbonio, gas di altoforno e particolato”. Non proprio un salutare aerosol.

A chiedere chiarezza su quanto accaduto in fabbrica e fuori, sono il segretario generale della Fiom Cgil di Taranto Giuseppe Romano e Francesco Brigati, componente della segreteria provinciale. I sindacalisti in una nota annunciano che chiederanno all’Arpa Puglia dati ufficiali sulle emissioni nella notte tra il 16 ed il 17 novembre 2018. Secondo la Fiom Cgil, inoltre, “negli ultimi periodi si stanno verificando frequentemente dei disservizi elettrici all’interno dello stabilimento, causati probabilmente dalla scarsa attività di manutenzione ordinaria e straordinaria”.

E’ di qualche giorno fa, infatti, un altro episodio che ha causato una forte esplosione accompagnata da vistosa fuoriuscita di fumo. In quel caso il “disservizio impiantistico” (ArcelorMittal nelle sue comunicazioni non usa la parola guasto, ndr) ha riguardato l’Altoforno 2. I metalmeccanici della Cgil ritengono, pertanto, “indispensabile verificare le cause che hanno determinato i disservizi ed effettuare idonee attività di manutenzione ordinaria e straordinaria strutturali al fine di assicurare la tutela dell’ambiente e della salute dei lavoratori e dei cittadini scongiurando incidenti che causano la fuoriuscita di emissioni non convogliate”.