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Taranto, picco di idrocarburi anche di sera. L’allarme di Peacelink

Pubblicato | da Michele Tursi

A Taranto serata avvelenata, inquinamento in aumento. Stanno salendo i valori degli Ipa cancerogeni, siamo oltre i 40-50 ng/m3, oltre il doppio della media di 5 anni fa”.
E’ questo il post pubblicato intorno alle ore 20 da Alessandro Marescotti sulla sua pagina Facebook. Non un allarme isolato, ma un monitoraggio continuo che informa i cittadini in tempo reale sulla presenza dei micidiali Idrocarburi policiclici aromatici (Ipa) consultabile sulla pagina PeaceLink Air Monitornig. Il picco di idrocarburi oggi è stato registrato tra le 8.45 e le 9 quando il valore ha raggiunto i 165 nanogrammi per metro cubo d’aria. Il punto più basso è stato toccato alle 12.15 con 10 nanogrammi per metro cubo. Ma in serata i valori sono risaliti fino ai 99 nanogrammi delle 19.50, per scendere a 22 circa un’ora dopo. Marescotti usa come parametro di riferimento la media delle rilevazioni Arpa effettuate al rione Tamburi tra il 2009 e il 2010 pari a 20 ng/m3. 

E ora qual è la situazione all’interno dell’Ilva? Emblematica è la foto postata dall’ambientalista Luciano Manna (anch’egli di Peacelink). Un minaccioso nuvolone di polvere rossastra ammorba la fabbrica come se Ambiente svenduto e tutto ciò che ne è seguito negli ultimi tre anni e mezzo, non avessero mutato di molto la situazione. Purtroppo con il passare del tempo la sensazione che non sia cambiato nulla, o quasi, si fa sempre più largo. E domattina di qualità dell’aria e inquinamento parleranno gli ambientalisti di Peacelink in un conferenza stampa in programma alle 10 nella libreria Gilgamesh. “L’Italia ha scoperto le polveri sottili – dice Marescotti – i sindaci adesso sono in allarme. A fine novembre avevamo lanciato delle previsioni meteo. Ricordate? Come siamo stati definiti? Allarmisti”. “L’Italia si è accorta del PM 10 – aggiunge Antonia Battaglia – a Taranto, quanto a esperimenti sulla popolazione, siamo avanti. Ma nessuno al governo si è mai preoccupato di noi. Perché non siamo Milano e Roma, ma Taranto”.