Piani Alti
Tradimento tarantino e dintorni, ecco il voto nel palazzo di Puglia
Non si può dire che sia stata la gente a svoltare a destra (che rimonta) o a confermarsi a sinistra (che resiste) per il semplice fatto che la gente al voto per le Province non ci può andare.
Dunque, se c’è una virata a destra, nella sostanza, trattasi di onda interna ai gruppi consiliari prodotta dagli smottamenti continui, di alta o bassa intensità politica, che da qualche anno segnano il percorso amministrativo degli enti locali. Stesso dicasi dove il centrosinistra si è riaffacciato dopo anni di opposizione e dove la destra sta specularmene gridando al tradimento. In più, va segnalato che i Cinque Stelle a questo giro sono rimasti a guardare: sindaci e consiglieri eletti, matematicamente fuori dai giochi a causa del complesso meccanismo elettorale che premia alleanze e maggioranze spesso trasversali.
Fatta la premessa, ecco gli inganni. Come quelli di Taranto, dove la sagra del tradimento ha prodotto la caduta di Melucci (da papabile presidente della Provincia, al Comune vedremo…). Al primo cittadino ionico sono mancati alcuni di quei voti che dava per certi. Tradotto, la sua maggioranza lo ha impallinato scientificamente. Un messaggio chiaro che un tempo avrebbe generato le dimissioni immediate di chiunque ma che oggi non producono molto se non più di qualche dubbio su ciò che potrebbe realmente accadere. Certo, non è il massimo per un sindaco farsi trovare depotenziato nel giorno in cui s’insedia il nuovo padrone dell’Ilva.
In Puglia si è votato per quattro presidenti di Provincia pugliesi, la Bat ha rinnovato solo il Consiglio. Due presidenze sono andate al centrodestra e altre due al centrosinistra. Come detto, a Taranto Rinaldo Melucci (Taranto,centrosinistra) e Giovanni Gugliotti (Castellaneta, centrodestra) hanno giocato un vigoroso testa a testa. Gugliotti ha ottenuto 54mila 808 voti (proiezione matematica del peso dei suoi grandi elettori). Melucci 33mila 851 nonostante il peso altissimo dei voti del Consiglio comunale tarantino. E qui siamo al tonfo: Melucci la sua sconfitta l’ha patita in casa, a conti fatti cinque o sei consiglieri della sua maggioranza gli hanno preferito il sindaco di Castellaneta. A Lecce il sindaco di Gallipoli, Stefano Minerva (centrosinistra) ha sconfitto Gianni Marra (centrodestra): 50.959 i voti ponderati contro i 36.374 del sindaco di Squillano. A Brindisi, il sindaco Riccardo Rossi ha superato Pasquale Rizzo, sindaco di San Pietro Vernotico: 183 grandi elettori contro i 100 di Rizzo. A Foggia, vince Nicola Gatta (centrodestra) sindaco di Candela. ha battuto Michele Merla, sindaco di San Marco in Lamis: 60 a 40.