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Porta Napoli, è il momento di puntare su quei vecchi depositi

Pubblicato | da Redazione
C’è bando regionale ad hoc, il Comune di Taranto vi parteciperà per ottenere i fondi e riqualificare l’ingresso ovest della città. Nel 2000 fu la Stu (Società di Trasformazione Urbana) a dare il nome ad una riqualificazione strutturata  che aprisse i due mari all’occidente che già si collega via mare, via ferrovia e su gomma. Buona idea inapplicata.
L’amministrazione Melucci ha approvato in Giunta, adesso, l’atto di indirizzo promosso dall’assessore Occhinegro per la partecipazione al bando “che permetterà di accedere ad ulteriori fondi per indire concorsi di progettazione e di idee.  “Abbiamo la necessità – fa sapere il Sindaco Melucci – di riqualificare un’area strategica e dal forte potenziale come Porta Napoli, che rappresenta l’ingresso della nostra città, prospiciente alla città Vecchia e per questo ho chiesto all’assessore Occhinegro di attivare tutte le procedure necessarie per valorizzare intera l’area e ridare dignità all’intero quartiere Tamburi. Secondo Occhinegro,   “questo atto é necessario per reperire finanziamenti che aiutino a promuovere nuovi concorsi progettazione e di idee. Con il Sindaco e la giunta abbiamo concordato che la priorità sia la riqualificazione dell’area di Porta Napoli. Si tratta di un area molto vasta e complessa perché é stata negli ultimi decenni, utilizzata come nodo infrastrutturale che vede l’interconnessione di aree ferroviarie, aree portuali e viabilità urbana ed extraurbana. Inoltre é caratterizzata da un tessuto urbano composto da un mix di edifici industriali, depositi portuali e ferroviari dismessi, edilizia popolare fatiscente ed aree non edificate in abbandono. Contestualmente, il recupero delle aree dismesse, sopratutto questa che si trova alle porte della Città vecchia e del porto, in un area che dovrà essere ripensata per puntare sul Turismo e sulle navi da crociera, può rappresentare un grande volano di sviluppo per Taranto. In questi giorni, con il dirigente All’Urbanistica, ing. Francesco Rotondo – prosegue l’assessore –  stiamo lavorando alacremente su più fronti, avviando in primis un proficuo rapporto di collaborazione con l’ordine degli Ingegneri e Degli Architetti di Taranto, anche al fine della stesura del bando regionale che preveda la candidatura di Porta Napoli per un grande concorso di progettazione. Inoltre abbiamo avviato una serie di incontri con i rappresentanti delle Ferrovie Dello Stato per individuare le aree dismesse di loro proprietà, da recuperare e riconfigurare.  Stiamo lavorando, ancora, con l’autorità portuale e con i suoi consulenti per portare avanti ed implementare le progettualità sul Waterfront dei Tamburi, dal molo San Cataldo sino al piazzale Democrate. Ritengo che i tempi siano maturi per poter pensare alla riqualificazione e riconversione economica dei Docks portuali (gli antichi depositi) che costituiscono l’ossatura di Porta Napoli, sulla scia di ciò che é già successo alle aree portuali dismesse delle grandi metropoli portuali come New York, Rotterdam, Liverpool, Marsiglia. In queste città, la rigenerazione urbana delle aree portuali dimesse ha fatto sì che diventassero i quartieri piú attraenti ed appetibili delle città. A Taranto questo è posdissibile vista anche la straordinaria posizione tra Mar Grande e Mar Piccolo e la vicinanza con la città Vecchia. Questa deve essere la nostra sfida”.