Piani Alti
L’Arsenale di Taranto pronto alla sfida “Cavour”: lavori per 74 milioni
L’Arsenale MM di Taranto sta vivendo una nuova primavera. I lavori di ammodernamento, ristrutturazione e consolidamento (Piano Brin) e le rinnovate esigenze di manutenzione del naviglio militare, hanno riportato gli storici stabilimenti navali a livelli di operatività del passato. In poco più di un anno nei bacini di Taranto sono state sottoposte a lavori sei unità maggiori (Carabiniere, Stromboli, Mimbelli, Etna, Zeffiro ed Euro) e due sommergibili (Pelosi e Longobardo).
A dicembre, comincerà la sfida legata alla sosta di nave Cavour. L’ammiraglia della Marina Militare italiana sarà sottoposta ad interventi di adeguamento che le consentiranno di alloggiare a bordo i nuovi caccia F35. Si tratta di lavori per un importo complessivo di 74 milioni di euro che avranno durata di circa un anno e che impegneranno maestranze interne e imprese del territorio ionico.
A questa vitalità, però, non corrisponde un organico adeguato. L’Arsenale conta ormai poco più di 1300 unità civili e quasi 150 militari. Tra i civili l’età media è di 55 anni. Personale anziano, ormai prossimo alla pensione, che non potrà trasferire alle nuove generazioni un prezioso know how. Le nuove assunzioni sono bloccate e non essendoci turn over, un grande patrimonio di esperienza e professionalità rischia di essere disperso.
Una problematica non nuova, riecheggiata nella Sala a Tracciare dell’Arsenale Militare durante il passaggio di consegne tra il direttore uscente, l’Ammiraglio di Divisione Roberto Dattola e il nuovo direttore, il Contrammiraglio Cristiano Nervi (vedi le dirette sulla nostra pagina Facebook, ndr). “Il rilancio dell’Arsenale è già in atto – ha detto nel discorso di saluto l’Ammiraglio Dattola – per quanto riguarda le infrastrutture, gli impianti e le unità ai lavori. Si rischia, però, nel prossimo futuro di avere un corpo senza un’anima se questo processo non verrà completato con un adeguato turn over del personale civile in modo da consentire il trasferimento delle conoscenze professionali da parte dei più anziani”.
Il nuovo direttore, Contrammiraglio Nervi ha sottolineato la straordinarietà del momento vissuto dall’Arsenale. “Dopo qualche anni di crisi – ha detto subito dopo aver assunto il comando – l’Arsenale sarà chiamato a breve a sostenere un’impresa lavorativa senza precedenti, per volumi finanziari e complessità, nella storia della cantieristica navale di Taranto. Una commessa da 74 milioni di euro che sperimenterà l’efficacia della sinergia tra Arsenale, industria nazionale e indotto locale e che richiederà, per i tempi ristrettissimi in cui dovrà essere portata a termine, centinaia di risorse umane chiamate ad operare in doppio e anche triplo turno”.
Ma non c’è solo il Cavour nel futuro dell’Arsenale di Taranto. Attualmente in sosta ci sono già cinque unità navali; dalle officine e dai bacini del capoluogo ionico dipende il mantenimento in efficienza del 70% del tonnellaggio complessivo della flotta militare italiana. L’Ammiraglio di squadra Eduardo Serra, comandante Logistico della Marina Militare, ha sottolineato come grazie ai finanziamenti resi disponibili con il Contratto istituzionale di sviluppo sia stato possibile completare i lavori del Piano Brini e avviare progetti innovativi e non esclusivamente militari come la valorizzazione museale dell’Arsenale. Alla cerimonia era presente il Comandante Marittimo Sud, Ammiraglio di Divisione Salvatore Vitiello.
https://www.facebook.com/laringhiera.press/videos/2190940647622897/