Piani Alti
Ilva, c’è l’intesa. Si firma alle 13
Notte di trattativa al ministero dello Sviluppo Economico per la vertenza Ilva. Dopo un lungo stop and go, le parti hanno trovato un punto d’accordo. La riunione fiume iniziata ieri pomeriggio, ripenderà alle 13 circa con una plenaria cui sarà presente anche il ministro Luigi Di Maio, e porterà alla firma dell’intesa tra Arcelor Mittal e sindacati.
Il nodo più controverso è quello dei livelli occupazionali. La proposta iniziale del Gruppo che rileverà l’Ilva prevedeva l’assunzione di 10.300 unità entro il 2021 e di altre 200 alla scadenza del piano industriale fissata al 2023. Nel testo finale, invece, si parla di assunzione immediata da parte di Mittal di 10.700 unità lavorative. I quasi 3000 esuberi, come già previsto, resteranno nell’organico di Ilva in amministrazione straordinaria.
Per questi ultimi si prevede il ricorso alla cassa integrazione e il progressivo rientro al lavoro nelle attività di bonifica degli impianti. Anche in questo caso il limite ultimo per il completamento dell’operazione è stato fissato dai sindacati al 2023. I sindacati chiedono la parità di trattamento economico tra quanti passeranno nelle fila di Arcelor Mittal e quanti resteranno nella bad company che sarà portata in liquidazione.
A tutti i lavoratori sarà formulata proposta di incentivazione all’esodo. Si parte da un’offerta di 100mila euro che diminuisce di 5mila euro, allo scadere di ogni quadrimestre. Il grosso degli esuberi riguarderà Taranto, il più grande stabilimento siderurgico del Gruppo Ilva.