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Genitori tarantini dal ministro della Salute. I dubbi di Peacelink

Pubblicato | da Redazione

Una delegazione del gruppo “Genitori tarantini” ha incontrato il ministro della Salute, Giulia Grillo. Al centro dell’incontro, ovviamente, le problematiche legate all’inquinamento ed ai problemi di salute causati dai fumi e dalle polveri dell’Ilva, con particolare riferimento alle patologie che colpiscono i bambini.

“Il nostro Governo – ha scritto il ministro al termine della riunione – non vuole più obbligare i tarantini a scegliere tra Salute e Lavoro. Ho incontrato una delegazione in rappresentanza dei genitori di Taranto. Ho parlato a cittadini preoccupati per la sorte dei propri figli nella propria città. In linea con il contratto di Governo e in sinergia con il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, assicuriamo il nostro impegno a vigilare, con particolare attenzione, sui danni che le emissioni e le polveri prodotte dall’IIva sono in grado di provocare. Per questo Governo, i cittadini di Taranto non dovranno più essere obbligati a scegliere tra il diritto alla salute e il diritto al lavoro”.

Questa la dichiarazione ufficiale del ministro. Gli fa eco Alessandro Marescotti, presidente di Peacelink, associazione protagonista di moltissime denunce contro i danni causati dalle grande industrie che operano sul territorio tarantino. “Nonostante i toni di estrema cortesia del ministro – afferma Marescotti – che abbiamo apprezzato, ciò che non ci ha convinto è l’impostazione complessiva che è risultata improntata ad un controllo a posteriori dei danni. Noi riteniamo invece che vada applicato per Taranto e per l’Ilva il principio di prevenzione e quello di precauzione. In assenza di una valutazione preventiva dei danni sanitari, la prosecuzione dell’attività di impianti pericolosi (in quanto sotto sequestro penale) costituisce un esperimento inaccettabile sulla salute”.