Piani Alti
Copertura parchi minerali Ilva, ecco le criticità
Il destino dell’Ilva è quantomai incerto. Si attende l’incontro del 5 settembre al Mise per avere un quadro più preciso. Questa mattina, intanto, si è svolto un sopralluogo nel cantiere della ditta Cimolai impegnata nella copertura dei parchi minerali e fossili. La visita è stata sollecitata dalla Fiom Cgil di Taranto. E le sorprese non sono mancate.
Secondo quanto riferisce lo stesso sindacato in una nota a firma di Giuseppe Romano, Francesco Brigati della segreteria provinciale e di Vincenzo Vestita, Rls Ilva, le attività di caratterizzazione del suolo e lo stato della falda superficiale hanno presentato alcune criticità non del tutto superate. “La caratterizzazione del suolo – spiega il comunicato – ha evidenziato in tre punti (parco 1, parco 3 e parco 5), valori superiori a quelli previsti dalla normativa vigente. E’ stata, quindi, effettuata la rimozione di terra per una profondità di 2 metri e una superficie di 1100 metri”. Più precisamente solo in due casi Arpa Puglia, “dopo specifiche verifiche analitiche, ha autorizzato la rimozione del suolo ove vi erano stati i superamenti rilevati”.
“Rispetto al tema delle falde e limitatamente a quella superficiale – aggiunge la Fiom – è in corso una messa in sicurezza di emergenza, operativa 24 ore al giorno, attraverso un sistema di 11 pompe per l’invio delle acque ad un impianto di trattamento e successivo scarico delle stesse. Nessun superamento dei valori previsti per legge è stato riscontrato nelle attività di caratterizzazione effettuate per la falda profonda”.
Sui parchi Ilva attualmente sono in corso le attività di posa in opera delle fondazioni profonde e di assemblaggio delle strutture metalliche del primo modulo. “La copertura dei parchi minerali – scrivono Romano, Brigati e Vestita – prosegue con regolarità nonostante qualche ritardo rispetto al cronoprogramma previsto. La Fiom Cgil ritiene fondamentale continuare a seguire l’evoluzione dello stato di attuazione delle prescrizioni Aia, affinché si proceda verso un serio processo di risanamento ambientale che tuteli l’ambiente ed il territorio”.
È stato richiesto un sopralluogo operativo sul cantiere con i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (Rls) per verificare il rispetto di quanto previsto dalla normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro che sarà effettuato nei prossimi giorni. La Fiom ha sollecitato anche “dettagliate informazioni sulle ditte che operano nel cantiere anche in relazione ai profili contrattuali adottati per scongiurare possibili dumping contrattuali”.